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Ultimo aggiornamento il 25/03/2019 alle ore 19:01

Attualità e Politica

06/03/2019 | 11:05

Gioco online, Commissione Ue: Italia, nel 2018 crollano i tentativi di accesso a siti illegali (-52%)

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ROMA - La maggior parte dei regolatori continua a ritenere la pubblicazione di “blacklist” di siti illegali di gioco una misura efficace. È quanto emerge dal report della Commissione Europea sulla valutazione degli strumenti normativi per il gioco online. A rendere prezioso lo strumento – secondo l’analisi delle Authority del gaming UE - è la cosiddetta "pagina di destinazione" a cui gli utenti che tentano di accedere ai siti oscurati vengono inoltrati. Le "landing pages" sono considerate uno strumento estremamente utile per ottenere indicazioni sui giocatori: hanno innanzitutto una valenza informativa, spiegando ai giocatori "ignari" che il sito in questione non è autorizzato, ma soprattutto la pagina di destinazione fornisce ai regolatori dati sul traffico e sui comportamenti degli utenti quando tentano di accedere a siti web illegali (per esempio se arrivano da un motore di ricerca e, in questo caso, quali parole chiave sono state utilizzate). In alcuni casi, ovviamente, tali pagine impediscono effettivamente di giocare su siti non autorizzati. Per quanto riguarda l'Italia, si legge ancora, i dati dei Monopoli indicano che il numero di giocatori che arrivano alla "landing page" – e che quindi tentano di collegarsi a siti di gaming privi di autorizzazione italiana - è nettamente calato negli ultimi due anni: dai 561 milioni tentativi di accesso del 2016 si è passati ai 360 milioni del 2017. Un trend confermato da fonti dell’Agenzia delle Dogane, che rivelano come nel 2018 i tentativi di collegamento siano scesi a 268 milioni, con un crollo del 52% in appena due anni: «Un chiaro segnale della tendenza dei consumatori a rivolgersi sempre più spesso ai siti legali», commentano a piazza Mastai. Il mercato legale del gioco online, negli ultimi dieci anni, è stato reso progressivamente competitivo con la concorrenza offshore, attraverso gli interventi sul palinsesto di scommesse, la legalizzazione dei casinò virtuali, la sostenibilità del regime fiscale e grazie all’accordo informale tra Adm e i grandi player internazionali che hanno scelto di ottenere una licenza italiana piuttosto che continuare a offrire giochi proibiti agli italiani. LL/Agipro

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