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Ultimo aggiornamento il 14/12/2018 alle ore 21:17

Attualità e Politica

04/07/2018 | 15:41

Gioco patologico, Grillo (min. Salute): "Stop alla pubblicità una scelta coraggiosa, la lotta alla ludopatia è un obiettivo del Governo"

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ROMA - «L'attenzione riposta, nel corso della passata legislatura, verso il tema del contrasto al gioco d'azzardo patologico si è tramutata - praticamente alla prima occasione possibile - in scelte di Governo concrete che, come ben sapete hanno trovato posto in un decreto che mostra la ferma volontà di proibire qualsiasi forma di pubblicità (anche indiretta) relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro: è la testimonianza più forte ed evidente della considerazione che il governo assegna a questa problematica. Da qui la scelta coraggiosa, che muove da un diverso approccio culturale rispetto al passato, di impedire la veicolazione indiscriminata di messaggi pubblicitari». È la risposta del ministro della Salute, Giulia Grillo, all'interrogazione del deputato Massimo Enrico Baroni (M5S) sulle iniziative volte a garantire l'omogeneità sul territorio nazionale della prevenzione, della cura e della riabilitazione relative alla dipendenza da gioco patologico.
Per quanto riguarda il contrasto al gioco patologico, «nella passata legislatura sono state effettivamente stanziate alcune somme finalizzate, a diverso titolo, ad interventi di prevenzione e cura della dipendenza da gioco: nello specifico, due fondi destinati alle Regioni per complessivi 100 milioni. Per quanto le risorse fossero con tutta evidenza assolutamente insufficienti ho considerato queste iniziative comunque con favore, poiché il loro proposito era quello di finanziare finalmente iniziative specifiche nel campo del contrasto al gioco patologico», ricorda il ministro. «Devo purtroppo ammettere, con rammarico, che le risorse sono state insufficienti nella misura in cui, a distanza di ormai 2 anni, non sono state ancora del tutto assegnate, a fronte di un ricorso presentato dal Codacons», continua. «Il TAR del Lazio ha infatti stabilito la illegittimità del procedimento amministrativo adottato dal Ministero della Salute e ne ha conseguentemente annullato gli atti, imponendo di riattivare la procedura a partire dalla fase consultiva, con obbligo di valutazione integrale dei piani predisposti dalle singole le Regioni da parte dell'Osservatorio nazionale», spiega il ministro.
«Si è perso dunque tempo preziosissimo, un tempo nel quale i piani di attività formulati dalle singole Regioni - che comunque erano stati giudicati positivamente dal Ministero - avrebbero potuto dispiegare i propri effetti», sottolinea. «Ad oggi, la sfida che il ministero deve raccogliere è dunque duplice: da una parte deve recuperare il tempo perduto e provvedere a finanziare, secondo le procedure corrette, i piani di attività riferiti al trascorso biennio e, dall'altra, deve verificare il riparto del nuovo biennio», continua. «Proprio in questo momento si sta tenendo una riunione dell'Osservatorio nella quale il rappresentante del Ministero della Salute ha da me ricevuto l'indicazione di portare in discussione nuovi criteri di finanziamento le regioni che tengono conto sia delle indicazioni ricevute in via giudiziaria sia direi soprattutto dell'esigenza che vengono prontamente assegnate le risorse necessarie alle iniziative regionali già giudicate meritevoli», conclude.
MSC/Agipro

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