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Ultimo aggiornamento il 22/05/2018 alle ore 20:33

Attualità e Politica

12/02/2018 | 09:56

Tribunale di Milano scagiona Corallo: annullato il rinvio a giudizio per caso Bpm, si riapre partita su concessione Global Starnet

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ROMA - Si riapre la partita della concessione giochi di Global Starnet, per la quale l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha disposto la decadenza quasi un anno fa. Il Tribunale di Milano ha definitivamente azzerato la posizione di Francesco Corallo - socio di riferimento della società - nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano su presunti finanziamenti illeciti concessi dalla Bpm, quando era guidata da Massimo Ponzellini. Nel verbale di udienza del 1° febbraio - che Agipronews ha potuto visionare – l’avviso di conclusione delle indagini inviato nel 2014 dalla Procura allo stesso Corallo è stato considerato «nullo» per un vizio procedurale e con esso tutti gli atti conseguenti, in particolare la richiesta di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare. Uno sviluppo clamoroso, che potrebbe incidere in maniera rilevante sul provvedimento di decadenza - su cui si attende la sentenza del Tar Lazio - basato proprio sul ruolo di imputato di Corallo nel processo di Milano e sull'applicabilità delle norme in materia di gioco, che prevedono l’esclusione dalle gare e dalle concessioni dei soggetti condannati o indagati per associazione a delinquere. Secondo i legali della società, Francesco Corallo non ha mai assunto la qualità di «imputato» per associazione a delinquere e ciò rende «inesistente» il presupposto della decadenza della licenza. NT-LL/Agipro

 

Global Starnet, la società scrive ai Monopoli: «Corallo mai imputato nel caso Bpm, decadenza da ritirare»

ROMA - La società, apprende sempre Agipronews, ha già presentato all’Agenzia Dogane e Monopoli una diffida per ottenere l’annullamento della decadenza: «Il Tribunale di Milano ha accertato un originario vizio procedimentale, con la conseguenza che giuridicamente Corallo non ha mai assunto la qualità di “imputato” in ordine alla contestata presunta accusa di associazione a delinquere semplice», si legge nel documento inviato a piazza Mastai da Global Starnet. Peraltro, continua la società, tutti i coimputati «presunti “associati” di Francesco Corallo» sono stati assolti «con la più ampia formula». Verrebbe dunque a mancare il presupposto alla base del provvedimento di decadenza; in un simile contesto «si rende necessario un immediato intervento da parte dell’Amministrazione e si formula a tal fine espressa istanza affinché questa prenda atto della radicale inesistenza dei presupposti dell’atto emanato e provveda al ritiro del medesimo». Secondo quanto apprende Agipronews, i Monopoli di Stato attenderanno la decisione del Tar Lazio – prevista nelle prossime settimane – ma considerano la notizia relativa al caso Bpm «rilevante», pur sottolineando che Corallo è prossimo all’imputazione nell’ambito del procedimento “Rouge et Noir” contro Fini e Tulliani a Roma. Nulla a che vedere, però, con il caso Bpm e con l’atto di decadenza: lo scenario più probabile, a questo punto, è che nelle prossime settimane i Monopoli di Stato diano lo stop al procedimento di decadenza. Le quote della società di Corallo, in ogni caso, sono attualmente sotto sequestro, mentre la gestione è affidata a due commissari nominati dal Tribunale di Roma. NT-LL/Agipro

 

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