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Ultimo aggiornamento il 04/12/2020 alle ore 19:01

Attualità e Politica

29/10/2020 | 11:12

Truffa ai danni di Lottomatica con i Gratta e Vinci, 12 dipendenti indagati dalla Gdf

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gratta e vinci truffa

ROMA - Dipendenti ed ex dipendenti della società concessionaria dei Gratta e Vinci sono riusciti ad «intercettare» e incassare, tra il 2015 e il 2019, quattro biglietti della lotteria istantanea per un valore complessivo di 27 milioni di euro. Oggi i finanzieri del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, su delega della Procura della Repubblica di Roma, hanno dato esecuzione ad una serie di sequestri nei confronti di 12 persone indagate, a vario titolo, per truffa aggravata, accesso abusivo ai sistemi informatici, ricettazione e autoriciclaggio di capitali illeciti. 
Alle indagini ha fornito «preziosa collaborazione» la stessa Lottomatica. In particolare i dipendenti «infedeli» hanno intercettato due biglietti «Super Cash» dal valore di 7 milioni di euro ciascuno. Gli indagati hanno inoltre incassato il primo premio di due tagliandi del primo premio «Maxi Miliardario» (5 milioni di euro ciascuno). I dipendenti coinvolti sono stati individuati dagli accessi al sistema informatico per acquisire informazioni riservate sia in merito all'individuazione dei biglietti vincenti di importo apicale, sia alla loro localizzazione presso i rivenditori (data e luogo di consegna), successivamente comprati e incassati da alcuni degli indagati. In tal modo, nel 2015, sono stati acquistati due biglietti vincenti da 5 milioni di euro presso un rivenditore di Milano e uno in provincia di Brescia, mentre gli ulteriori due biglietti da 7 milioni di euro sono stati comprati nel 2017 a Foggia e nel 2019 a Cremona, ossia, tutte località distanti dal domicilio degli indagati. Successivamente, al fine di indurre in errore il gestore del servizio e in violazione del codice deontologico interno (che vieta ai dipendenti di partecipare ai giochi e alle lotterie in concessione) i dipendenti «infedeli» per presentare e incassare i biglietti vincenti, trattandosi di titoli al portatore, si sono avvalsi di conoscenti o stretti familiari e, in un caso, di un professionista. I formali vincitori hanno trattenuto per sé una quota delle vincite e hanno successivamente trasferito gli importi restanti su conti correnti dei dipendenti infedeli e di persone a loro vicino.

RED/Agipro

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