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Ultimo aggiornamento il 22/04/2019 alle ore 09:23

Attualità e Politica

06/02/2019 | 18:48

Imposta unica agenzie estere, Tribunale di Roma: "Legittimi gli accertamenti sui ctd, nessuna violazione da parte dei funzionari Adm"

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ROMA - I funzionari dell'Agenzia Dogane e Monopoli che hanno disposto accertamenti per i centri di trasmissione dati collegati ai bookmaker esteri non hanno commesso violazioni, e dunque non sono tenuti a risarcire i danni alle società di scommesse. È quanto si legge nella sentenza del Tribunale civile di Roma sul ricorso presentato nel 2014 da Stanleybet, che aveva citato in giudizio due funzionari dell'Amministrazione. Il bookmaker inglese aveva chiesto al tribunale di riconoscere la responsabilità personale dei due funzionari - Lucilla Flamini e Pietro Ferrara - sostenendo la "colpa grave" per aver disposto verifiche di pagamento dell'imposta unica sulle scommesse da parte dei ctd, e chiedendo di «risarcire i danni cagionati». Nella sentenza firmata dal giudice Gianluca Sciarrotta si legge però che i due funzionari «hanno applicato la normativa nazionale secondo un'opzione ermeneutica» all'epoca «largamente condivisa» dalle commissioni tributarie, l'organo giurisdizionale che verifica la legittimità degli atti tributari e «in quanto tale, istituzionalmente deputato a delineare l'interpretazione giuridica da osservare da parte degli organi amministrativi». Solo lo scorso anno, continua la sentenza, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma sull’imposta unica per i ctd nelle annualità precedenti al 2011. Le verifiche chieste sono dunque state disposte «in un contesto interpretativo alquanto complesso e intricato» nel quale i funzionari Adm «si sono attenuti al "diritto vivente"». Anche se in seguito l'interpretazione sull'imposta unica è cambiata, è «da escludere la responsabilità dei funzionari per gli atti precedentemente adottati nel rispetto dell'opzione ermeneutica elaborata dalla giurisprudenza di merito al momento dell'emanazione degli atti». Un ragionamento rafforzato sempre dalla decisione della Corte Costituzionale, che ha confermato - per gli anni successivi al 2011 - la legittimità costituzionale dell'imposta unica per i ctd. La richiesta risarcitoria di Stanleybet è quindi stata respinta. LL/Agipro

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