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Ultimo aggiornamento il 11/12/2018 alle ore 14:25

Attualità e Politica

26/03/2018 | 10:00

Ippica, Lucchi (sindaco Cesena): «Ok a norme più severe per il gioco, ma l’ippodromo va tutelato»

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ROMA - Norme più severe per il gioco nelle sale slot e locali pubblici, ma l’ippodromo del Savio merita un occhio di riguardo. È questa la linea di condotta dell’amministrazione comunale di Cesena, dopo il regolamento che ha recepito la legge regionale anti ludopatia. Il punto cruciale, ricorda “Il Resto del Carlino”, è il divieto di gioco d’azzardo a meno di 500 metri dai luoghi sensibili come scuole e ospedali. Una casistica nella quale rientrano 91 dei 99 locali finora “mappati” cal Comune, tra cui anche l’ippodromo. Rispetto alle sale giochi tradizionali o ai bar e tabaccherie dotate di slot, l’ippodromo presenta una situazione particolare. Per il sindaco Paolo Lucchi «la sala di raccolta scommesse è una parte intrinsecamente connessa all’ippodromo stesso, che vive di un mix fra corse, convivialità, luoghi di incontro e, appunto, scommesse sulle corse. È quindi cosa diversa dal gioco fine a se stesso, limitato nel tempo e quindi difficilmente associabile alla ludopatia». Secondo Lucchi occorre dunque «salvaguardare una parte fortemente identitaria della nostra città». Tutto ciò dopo l’ordinanza del Tar dell’Emilia Romagna della scorsa settimana, che ha respinto la domanda cautelare di Hippogroup (la società che gestisce l’ippodromo) presentata proprio contro l’inclusione del Savio tra i luoghi sensibili. RED/Agipro

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