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Ultimo aggiornamento il 24/05/2018 alle ore 20:43

Attualità e Politica

23/03/2018 | 14:33

La stretta del Viminale sui punti di gioco: per il rilascio della licenza è necessario il via libera di Regioni e Comuni

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ROMA - La notizia arriva da una circolare del Ministero dell'Interno, diffusa pochi giorni fa: aprire un'agenzia di scommesse, una sala Vlt o Bingo, sarà d'ora in poi decisamente più complicato. La circolare stabilisce infatti che ai fini del rilascio della licenza, le questure debbano verificare non più soltanto i requisiti richiesti dalla legislazione di pubblica sicurezza, ma anche «il rispetto delle normative, regionali o comunali, in materia di distanze minime di tali attività commerciali da luoghi considerati “sensibili”».

Insomma, il rispetto dei distanziometri regionali o comunali entra a pieno titolo nella procedura per il rilascio della licenza. Al riguardo, la circolare fa esplicito riferimento all'intesa raggiunta il 7 settembre scorso in sede di Conferenza Unificata, «con la quale sono stati previsti impegni anche a carico delle Regioni e degli Enti Locali per realizzare un'equilibrata distribuzione sul territorio delle sale scommesse e degli altri giochi leciti». Un'intesa non ancora ratificata da un decreto attuativo, ma che «conferma la piena attualità dell'esigenza di adottare sistemi per una razionalizzazione della presenza delle attività in questione nell'ambiente urbano».

La stretta ministeriale rende ancor più evidente la disparità di trattamento rispetto ai cosiddetti Ctd che fanno capo a società estere e operano in assenza della concessione e della mancata autorizzazione di polizia. Proprio ieri è stata pubblicata la notizia del dissequestro, da parte del Tribunale del Riesame di Perugia, di due centri affiliati a una società austriaca.

Tornando alle procedure, chi richiede la licenza dovrà autocertificare la conformità del proprio locale alle distanze minime stabilite da Regione o Comune. Successivamente, su richiesta del Questore, il Comune di competenza dovrà pronunciarsi sulla veridicità della dichiarazione. In caso di risposta negativa, la licenza sarà negata. Se invece il riscontro dell'amministrazione non avverrà entro i termini del procedimento di rilascio, il Questore «provvederà comunque a concedere il titolo di polizia». Ma anche in quel caso la partita potrebbe non essere conclusa, perché se dopo il rilascio emergesse il mancato rispetto delle distanze, «il Questore valuterà la possibilità di annullare il provvedimento».

MF/Agipro

 

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