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Ultimo aggiornamento il 03/04/2020 alle ore 19:02

Attualità e Politica

27/01/2020 | 12:40

Lodi ippici, nuovo capitolo in Cassazione: passa alle Sezioni Unite il caso da 204 milioni di euro tra concessionari, Mef e Mipaaf

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ROMA - Le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione dovranno stabilire se il lungo contenzioso sui lodi ippici sia un problema di giustizia ordinaria o di giustizia amministrativa. Così la Prima sezione civile della Suprema Corte nell'ordinanza interlocutoria che lascia aperta la partita sulla decisione finale. Una vicenda lunga ben 17 anni, che ha visto contrapposte 350 società di scommesse (in rappresentanza di oltre 500 agenzie) e i Ministeri dell’Economia e delle Politiche Agricole. Il nodo riguarda le cause intentate dagli operatori per le inadempienze dell’amministrazione dopo il bando del 2000. In ballo ci sono 204 milioni complessivi: è la quantificazione del danno contenuta nei lodi (i principali sono quelli “Di Majo” e “Scotti”), attorno ai quali si è svolto nel corso degli anni un lungo conflitto legale, vinto in primo grado dagli operatori e in appello dai ministeri. I concessionari avevano sostenuto che l'amministrazione fosse stata inadempiente, negli anni successivi al 2000, su alcuni punti previsti dalle convenzioni: i controlli contro il gioco clandestino, l'attivazione di canali di gioco come le scommesse telefoniche e telematiche, il lancio di multiple a riferimento e scommesse a quota fissa. Dopo la decisione della Corte di Appello di Roma - che ha dichiarato nullo il lodo stabilito in primo grado, ritenendo che la controversia fosse di competenza del giudice amministrativo - si apre un nuovo capitolo in Cassazione: la vicenda «si configura come questione di giurisdizione - scrivono i giudici - e deve essere, pertanto, come tale esaminata» e rinviata alle Sezioni Unite. LL/Agipro

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