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Ultimo aggiornamento il 26/11/2020 alle ore 11:15

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26/10/2020 | 11:12

Lodi ippici, la Cassazione: sì al ricorso delle agenzie di scommesse, la competenza è del giudice ordinario

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ROMA - Vittoria delle agenzie ippiche storiche in Corte di Cassazione sui lodi ippici. Le Sezioni unite civili, apprende Agipronews da fonti legali, hanno annullato la sentenza della Corte di Appello di Roma, che aveva dichiarato nullo il lodo stabilito in primo grado, ritenendo che la controversia fosse di competenza del giudice amministrativo. La sentenza delle Sezioni Unite arrivata oggi «dichiara la giurisdizione del giudice ordinario» e riconosce la correttezza del radicamento della originaria domanda introduttiva davanti al collegio arbitrale. La Cassazione «cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa ad altra sezione della Corte d'appello di Roma».
La vicenda, partita più di 17 anni fa, ha visto contrapposte 350 società di scommesse (in rappresentanza di oltre 500 agenzie) e i Ministeri dell’Economia e delle Politiche Agricole. Il nodo riguarda le cause intentate dagli operatori per le inadempienze dell’amministrazione dopo il bando del 2000. In ballo ci sono 260 milioni complessivi, tra capitale, rivalutazioni e interessi, secondo i calcoli dei legali dei ricorrenti: è la quantificazione del danno contenuta nei lodi (i principali sono quelli “Di Majo” e “Scotti”), attorno ai quali si è svolto nel corso degli anni un lungo conflitto legale, vinto in primo grado dagli operatori e in appello dai ministeri.
Le azioni dei concessionari erano state avviate per una serie di inadempienze degli enti concedenti ippici, in particolare per il tardato avvio del gioco online, della puntate a quota fissa e delle multiple a riferimento. Altre contestazioni erano poi arrivate per la presenza sul territorio di operatori di scommesse non autorizzati e quindi per la mancata esclusiva nel servizio di raccolta. LL/Agipro

Lodi ippici, la Cassazione: "Controversie su indennità, canoni e corrispettivi spettano al giudice ordinario"

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