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Ultimo aggiornamento il 19/09/2018 alle ore 12:11

Attualità e Politica

06/04/2018 | 13:30

eSports, Nba 2K League: alla scoperta di Artreyo “Dimez” Boyd, il LeBron James del joypad

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nba 2k league esports

ROMA - Lo hanno subito ribattezzato il LeBron James degli eSports. Perché viene da Cleveland, come la stella dei Cavaliers, e perché a suo modo ha scritto la storia dei tornei competitivi di videogiochi. Si chiama Artreyo Boyd, ma tutti lo chiamano con il nickname che utilizza durante le partite, “Dimez”. Ha 23 anni ed è stato il primo giocatore selezionato nel “draft” della NBA 2K League, la lega eSports ufficiale del torneo di basket più famoso del mondo, che debutterà a maggio. Giocherà nei Mavs Gaming, la squadra virtuale supportata dai Dallas Mavericks e riceverà uno stipendio (circa 30mila euro per tre mesi di torneo), come un normale professionista. Proprio come LeBron, “Dimez” ha una storia difficile alle spalle. Aveva provato a giocare a basket, ma senza fortuna: «Vengo da una storia complicata, prima di dedicarmi agli eSports, avevo perso ogni speranza, non avevo prospettive nello sport, e nemmeno per un lavoro “vero” - ha spiegato Boyd subito dopo il draft - vedevo i miei amici che si sfidavano nei grandi tornei di Modern Warfare 2 e altri giochi simili e mi chiedevo perché l’NBA non organizzasse una lega eSports. Quando ho saputo delle selezioni ho capito che era la mia grande occasione». Essere paragonato a LeBron James è un onore, ma anche una grande responsabilità: «Vedere accostato il mio nome al suo è stato entusiasmante - ha aggiunto - ora però, proprio come LeBron, devo pensare a vincere. Metterò tutte le mie forze a disposizione della squadra per trionfare nella lega». Infine, qualche parola sul suo alter ego che scenderà in campo sul parquet digitale: “Dimez” è una point guard (un playmaker, in altre parole) alta poco più di due metri che dispensa assist a profusione per i suoi compagni: «Mi ricorda molto fisicamente e nel modo di giocare. Personalmente credo abbia la velocità, il dribbling e la propensione di andare a punti di Kyrie Irving, combinata con gli skill di Chris Paul nel fornire assist». AG/Agipro

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