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Ultimo aggiornamento il 23/09/2020 alle ore 19:01

Attualità e Politica

11/02/2020 | 18:49

Smantellato il clan Nicitra, l'ordinanza: il “vuoto” lasciato da BetuniQ faceva gola al boss

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ROMA - Dai riscontri dei Carabinieri risulta come l'organizzazione Nicitra abbia concesso a numerosi esercizi pubblici di Roma Nord-Est dispositivi elettronici alterati attraverso l'introduzione di una “doppia scheda” che, mediante una combinazione di tasti o modifiche al software consente l'accesso a giochi illeciti. Diffusi sul mercato anche i Totem, che consentono di raccogliere gioco a distanza in sedi diverse da quelle autorizzate. 

A proposito di giochi online, ricorre più volte nell'ordinanza il riferimento a Malta. Espone al riguardo il Pm: «Altra iniziativa imprenditoriale illecita promossa dall'organizzazione capeggiata dal Nicitra è quella della commercializzazione sul territorio italiano di un sito di scommesse maltese denominato Potterbet». Tale iniziativa è «per lo più intrapresa da Inguanta Rosario, figlio di Francesco e nipote di Nicitra Salvatore, sotto l'egida di quest'ultimo». L'interesse del gruppo per la rete dei “.com” stranieri è palpabile. Nell'indagine si accenna anche alla trattativa per l'affiliazione al sito Leaderbet, anch'esso facente capo a Malta. Unica preoccupazione è il controllo delle forze dell'ordine. In un'intercettazione uno degli arrestati, Marco Peretti, accenna all'operazione effettuata poco tempo prima (nel luglio 2015, ndr) sulla rete BetuniQ dalla Procura Antimafia di Reggio Calabria. Nicitra però non è preoccupato, anzi «si mostra interessato a sfruttare la contingente situazione “di vuoto” venutasi a creare con il sequestro delle sale con marchio BetuniQ, afferma “...comunque ci sarebbe da sfrutta' sta situazione a levà tutti i posti a BetuniQ”».
MF/Agipro

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