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Ultimo aggiornamento il 26/10/2020 alle ore 19:01

Attualità e Politica

16/09/2020 | 10:51

Operazione "Dirty Slot", Cassazione: confermate accuse di concorso esterno in associazione mafiosa per i due fratelli indagati

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ROMA - Rimane in piedi l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per i fratelli Alberto e Massimiliano Marra, due degli indagati nell'operazione "Dirty Slot" condotta dalla Procura di Lecce lo scorso gennaio, con cui è stata smantellata una presunta associazione mafiosa dedita alla gestione del gioco d’azzardo, nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. A stabilirlo, in attesa del processo che inizierà il 5 ottobre, è stata la Corte di Cassazione, che ha confermato anche la custodia cautelare in carcere respingendo i due ricorsi. I fratelli Marra sono considerati dagli inquirenti «a capo di un sistema illegale nel mercato del gaming e dell'esercizio abusivo del gioco d'azzardo, oltre che, in tale contesto, collegati a vari clan della locale criminalità organizzata». La Cassazione fa presente che l'ordinanza di custodia cautelare faceva riferimento agli «accordi liberamente intercorsi» tra i due imputati, «ed esponenti della criminalità organizzata di alcune locali articolazioni, a seguito dei quali gli indagati corrispondevano volontariamente alle cosche locali somme di danaro, funzionali a garantirsi la protezione delle stesse nello sviluppo delle attività di gaming». I Marra, secondo le accuse, si rivolgevano ai clan anche «per convincere i titolari ed i gestori di esercizi commerciali riottosi a consentire l'installazione di apparecchiature elettroniche nei loro locali». Tale motivazione, conclude la Cassazione, «appare in linea con la giurisprudenza della Corte in tema di imprenditore "colluso"» e «appare del tutto congrua» a giustificare le esigenze cautelari.  LL/Agipro

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