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Ultimo aggiornamento il 28/10/2021 alle ore 09:07

Attualità e Politica

08/04/2021 | 10:07

Operazione "Mani in pasta", sì della Cassazione a custodia cautelare per uno degli indagati: gravi indizi su gestione illecita di giochi e scommesse

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ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per Domenico Onorato, uno degli indagati dell'operazione "Mani in pasta" che a maggio 2020 aveva portato allo smantellamento dei clan storici nei quartieri palermitani dell’Acquasanta e dell’Arenella, parte del mandamento mafioso di Resuttana. Oltre 100 i soggetti a vario titolo indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, estorsione, reimpiego di capitali illeciti. Tra le attività del clan, anche il controllo degli apparecchi da gioco e delle scommesse on line, oltre che delle frodi sportive nel settore ippico. Dalle indagini era emerso che Onorato «era risultato referente» del boss Giovanni Ferrante «nei settori dei giochi e delle scommesse on line». Aveva inoltre partecipato ad altri reati «accomunati dallo scopo di agevolare l'associazione mafiosa». Secondo la Cassazione, i giudici del Tribunale del Riesame di Palermo hanno giudicato gravi gli indizi di colpevolezza «sulla scorta di congrua motivazione» e la decisione di mantenere l'indagato sotto custodia cautelare è basata su una motivazione «adeguata e non illogica». Il ricorso dell'imputato è stato quindi rigettato. LL/Agipro

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