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Ultimo aggiornamento il 03/06/2020 alle ore 20:48

Attualità e Politica

16/04/2020 | 16:49

Coronavirus, in Ucraina un quadrangolare di “partite-fantasma”: truffati bookmaker e provider

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partite fantasma ucraina truffati

ROMA - Il coronavirus ha stoppato partite ed eventi sportivi ma non l’attività dei truffatori. Il meccanismo, semplice quanto geniale, stavolta si è basato sull’organizzazione di “partite fantasma”, mai giocate ma sulle quali i bookmaker – vittime inconsapevoli del business criminale - hanno aperto e accettato le puntate. Il giro d’affari è stato di diverse centinaia di migliaia di euro e, secondo fonti internazionali dell’industria, i “match-fixers” (come vengono denominati i manipolatori di eventi sportivi) sono perfino riusciti a incassare le vincite prima che il trucco venisse scoperto. Il quadrangolare amichevole – la “Azov Cup” - era stato (solo apparentemente) organizzato a fine marzo con la partecipazione di quattro club provenienti dalle serie inferiori del campionato ucraino: FC Berdanysk, FC Lozovatka, Tavria e Melitopol Cherry. Tutto regolare, sulla carta, con tanto di profilo Facebook e sito di news sull’evento. In attesa del fischio d’inizio delle partite, arrivano puntuali anche le quote per gli scommettitori, pubblicate da grandi bookmaker online – BetFred e 188bet tra gli altri ma la lista è lunga secondo insideworldfootball.com – grazie all’assistenza di uno dei principali provider del mondo, la multinazionale Betgenius, che avrebbe utilizzato per gli aggiornamenti sulle scommesse, sia pre-match che “live”, la propria rete di scout presenti sui campi. Le prime due giornate del quadrangolare scorrono regolarmente, anche se di partite giocate sul campo non c’è neanche l’ombra: eppure, le statistiche “live”, i goal segnati, le ammonizioni, i risultati finali sono comunicati regolarmente all’industria delle scommesse. A farne le spese è stata anche la stessa Betgenius, che evidentemente è stata ingannata dai report dei propri corrispondenti ucraini.

Tutto sembra verosimile a scommettitori e bookmaker, anche se a garantirsi i veri guadagni sono i truffatori, che piazzano scommesse sapendo in anticipo i risultati virtuali. Al terzo giorno di torneo, qualcosa va storto ed emerge la truffa: la Federcalcio ucraina dichiara che le partite non si sono mai giocate e che le squadre di calcio – a causa dell’epidemia – sono in quarantena come tutto lo sport nazionale: «Le gare apparentemente in programma nell’ultimo mese non sono state disputate e sembrano create appositamente da bande che truffano le società di scommesse», ha comunicato la Federazione. Il sito che forniva informazioni sulla fantomatica “Azov Cup”, si scoprirà successivamente, era simile a quello del comitato calcistico regionale: koff.co.ua invece di koff.com.ua. Una minima differenza, che però ha consentito ai truffatori – probabilmente bielorussi e turchi, secondo la polizia locale - di rendere credibile il colpo. «Le partite sembravano pubblicizzate e organizzate attraverso canali ufficiali», ha detto un portavoce di Betgenius al sito specializzato Gambling Compliance, «sfortunatamente la nostra società, come alcuni nostri clienti, è stata vittima di una frode. In ogni caso, non si è trattato di partite-fantasma, come riportato dai media, bensì di match disputati in un contesto non ufficiale e condotti in maniera fraudolenta, probabilmente da un gruppo criminale». Le forze dell’ordine stanno indagando sull’accaduto, con la collaborazione degli stessi operatori di betting.

NT/Agipro

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