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Ultimo aggiornamento il 04/06/2020 alle ore 20:39

Attualità e Politica

24/04/2020 | 13:25

Fase 2, tornano i giochi in tabaccheria, Pastorino (Sts-Fit): “Segnale positivo, ma per ripartire abbiamo bisogno di regole nuove”

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ROMA - Riapertura in questo caso è un termine improprio: le tabaccherie, ritenute “essenziali” nei decreti varati dal Governo per fronteggiare il Covid-19, non si sono mai fermate del tutto, rinforzando nel momento dell'emergenza il loro ruolo sociale. A partire dal 27 aprile, riannoderanno gradualmente anche il rapporto con i giochi pubblici, che rappresentano una parte consistente delle loro entrate. «Un segnale assolutamente positivo per tutto il settore – dice ad Agipronews Giorgio Pastorino, presidente Sts-Fit – ma sarà importante avere un quadro chiaro di quelle che possiamo definire le regole d'ingaggio. Dovremo sapere dal Governo se le cautele che abbiamo già messo in campo a tutela della salute sono sufficienti e in che modo impostare il rapporto con il cliente: quanti ne potranno entrare, quanto si potranno trattenere, ecc. Questo naturalmente impatterà in misura variabile sui vari prodotti che offriamo». 

A proposito di regole: il mondo dei giochi è iper regolamentato, sotto tutti i punti di vista. Ritiene che la nuova situazione e la necessità di ripartire in fretta possano portare a una sorta di “alleggerimento” normativo?

«Ci sono in effetti regole non adeguate alla situazione che affronteremo nel post pandemia. Faccio un esempio: saremo chiamati a fare un uso maggiore di tecnologia, sotto forma di terminali self service, prenotatori e ogni strumento che permetta al cliente di giocare velocemente e non sostare a lungo nel locale. Tutto questo, però, è ostacolato dalle regole attuali, che impongono a un corner scommesse di avere al massimo tre terminali, cosicché se si vuole installare un terminale self service bisogna toglierne uno dal banco. Regole del genere non hanno più molto senso in una fase come questa».

Il contigentamento della clientela penalizza i locali di metratura ridotta. Per buona parte delle tabaccherie potrebbe essere un problema serio. 

«Vero, sono ancora molti gli esercizi che non dispongono di locali ampi ed è evidente che nell'immediato periodo post coronavirus alcuni giochi potrebbero essere più difficili da gestire. Molto dipenderà dall'evoluzione del contagio. Se la situazione migliorerà, magari con la bella stagione, mi aspetto che le regole vengano modificate in senso meno restrittivo. Anche perché se il contingentamento agli ingressi divenisse definitivo, non sarebbero solo le nostre piccole tabaccherie ad avere problemi. Penso ai bar, o ai ristoranti che non potranno reggere a lungo facendo un quinto dei coperti rispetto al passato». 

Le direttive fornite ieri dai Monopoli di Stato fanno ripartire da lunedì prossimo 10&Lotto, Millionday e Winforlife, ma mantengono l'obbligo di tenere spenti i monitor nel locale, il che non può che penalizzare queste tipologie di giochi. Teme possa essere un divieto di lunga durata?

«In questa prima fase, a noi interessava la riapertura dei prodotti. Detto questo, potremo parlare di vera ripartenza solo nel momento riaccenderemo tutto. La logica che ha portato a spegnere i monitor è quella di evitare assembramenti, possiamo solo sperare che, valutato l'andamento del contagio, il Ministero della Sanità ammorbidisca il contingentamento e permetta appena possibile la riattivazione video. Nel frattempo, ci sono altre possibilità per controllare la propria giocata, anche fuori dal locale. Il 10eLotto, per esempio, ha una app dedicata». 

La tabaccheria sta cambiando volto: da rivendita di alcuni prodotti a centro polifunzionale. L'esperienza del coronavirus può incidere in qualche modo in questo processo?

«Il percorso a cui fa cenno è iniziato ormai vent'anni fa. Credo però che proprio in questa fase pandemica abbia assunto un rilievo ancora maggiore. Con gran parte degli uffici postali chiusi, i tabaccai sono rimasti l'unico vero punto di riferimento per quanto riguarda pagamenti di bollette, ricariche e altre esigenze. Siamo già strutturati per dare un'ampia serie di servizi al cittadino e in futuro lo saremo sempre di più». 

MF/Agipro

 

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