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Ultimo aggiornamento il 16/09/2019 alle ore 19:07

Attualità e Politica

11/09/2019 | 15:41

Il nuovo Governo e i giochi, Pastorino (Sts-Fit): “Si riparta dall'intesa Stato-Regioni, condivisibile la riduzione e la specializzazione dei punti di gioco”

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pastorino sts fit giochi

ROMA - «Il nostro dialogo con le istituzioni non si è mai interrotto, anche se il rapporto con il Governo precedente non è stato privo di difficoltà. Ora aspettiamo di capire le strategie del nuovo Esecutivo. Il primo step è la scelta del sottosegretario con delega ai giochi. Se sarà inesperto del settore i tempi di qualunque decisione si allungheranno inevitabilmente». A margine della Giunta Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, tenuta oggi a Roma, il presidente Sts-Fit Giorgio Pastorino riassume con Agipronews i problemi irrisolti e i possibili rimedi di un comparto che nel breve e medio termine dovrà affrontare sfide decisive. 

A proposito di dialogo, ritiene possibile una collaborazione più serrata e produttiva tra la politica e il mondo dei giochi, come avvenuto durante il processo che portò all'intesa Stato-Regioni del 2017?

«Credo sia opportuna innanzitutto la riapertura di un tavolo di confronto, ripartendo da alcuni punti contenuti nell'intesa raggiunta in Conferenza unificata. In ogni caso è assolutamente necessaria una legge di riordino nazionale che metta fine alla frammentazione dei regolamenti regionali. Bisogna ricordare che proprio l'incertezza normativa tiene bloccati da tempo i bandi di gara per le nuove concessioni. Il che da un lato danneggia lo Stato che non incassa quanto dovrebbe dal rilascio delle licenze, dall'altro frena gli investimenti delle aziende. Senza contare che da un momento all'altro l'Europa potrebbe ordinarci di fare le gare, perché questa situazione impedisce alle aziende internazionali di entrare legalmente nel mercato italiano». 

Come si accennava, le Regioni continuano ad andare in ordine sparso nella regolamentazione relativa ai giochi. Quali conseguenze sta provocando questa situazione nella vostra categoria?

«Ovviamente ci sono situazioni molto negative, vedi il caso del Piemonte, dove gli effetti della legge regionale si sono abbattuti pesantemente sugli esercenti. Lo stesso sta cominciando ad avvenire in Emilia-Romagna. Però devo dire che il quadro generale è meno drammatico di ciò che avrei immaginato fino a qualche tempo fa. Alcune Regioni hanno capito che la rete legale va tutelata e nelle loro leggi hanno salvato le licenze esistenti; altre hanno le hanno prorogate modificando le norme vigenti. Mi pare che si stia comprendendo che la tutela del gioco salva posti di lavoro e riduce l'area dell'illegalità».

Quali sono le proposte della Fit in vista di un possibile riordino del settore?

«Tantissime, staremmo qui a parlare per ore. Gliene dico una: la riduzione dei punti di gioco, secondo noi necessaria e del resto già prevista nella citata intesa Stato-Regioni. La rete deve essere specializzata e altamente professionale, non c'è più posto per esercenti improvvisati che mettono slot nel loro locale senza alcuna preparazione e formazione». 

MF/Agipro

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