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Ultimo aggiornamento il 08/12/2018 alle ore 19:03

Attualità e Politica

26/07/2018 | 12:15

Il nuovo assetto dei giochi secondo il Pd: dimezzamento dell'offerta, certificazione obbligatoria e tassazione sul margine per le slot

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pd mirabelli legge giochi

ROMA - Centotré articoli per rimodellare il comparto giochi: il disegno di legge presentato ieri da Franco Mirabelli, senatore Pd, si propone il riordino complessivo del settore seguendo la stella polare dell'accordo Stato-Regioni del 2017, rimasto per ora largamente inattuato. I giochi pubblici con vincita in denaro sono permessi nelle sale da gioco, che nel disegno di legge vengono indicate anche con la locuzione “gaming hall”. Le slot possono essere installate anche negli “esercizi generalisti primari” (tra cui bar e tabacchi) in misura pari ad un apparecchio per ogni sette metri quadrati e negli stessi esercizi sono consentiti corner di scommesse ippiche e sportive.
I punti di gioco possono operare solo se ottengono la certificazione di qualità, definita dai Monopoli sulla base di alcuni criteri, tra i quali la formazione del personale, il rispetto dei vincoli architettonici e la trasparenza.
Quanto alla distribuzione dei punti di gioco, il testo, ricalcando l'accordo Stato-enti locali, reclama l'adozione da parte di comuni e regioni di criteri improntati all'equilibrio e all'uniformità, evitando «il formarsi di aree nelle quali l'offerta di gioco sia eccessivamente concentrata». A decorrere dal 1° gennaio 2020, i punti di gioco certificati in tutto il territorio nazionale nei quali potranno essere presenti apparecchi di gioco sono fissati in 55 mila, tra cui: 27.000 bar; 10.000 tabacchi; 2.800 sale vlt; 200 sale bingo; 10.000 agenzie o negozi; 5.000 corner. Rispetto alla situazione attuale, si tratta In pratica, un dimezzamento rispetto all'attuale offerta di gioco. Anche questa misura è già prevista dall'accordo Stato-Regioni. 
In tutti i punti di offerta di gioco, è consentito giocare solo attraverso l'utilizzo «della Carta nazionale dei servizi o della carta dell'esercente o della tessera sanitaria». Gli enti locali, previa intesa con l'Agenzia delle dogane e dei Monopoli, hanno la facoltà di stabilire, per le diverse tipologie di gioco, le fasce orarie di interruzione quotidiana del gioco.
In materia di prelievo erariale, la legge vira sulla tassazione sul margine. La misura massima è stabilita nel 60% per le slot, 50% per le Vlt, 20% per scommesse e giochi online, 42% per il Bingo.
MF/Agipro

(nella foto, Franco Mirabelli, primo firmatario della legge)

 

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