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Ultimo aggiornamento il 21/06/2021 alle ore 19:02

Attualità e Politica

14/04/2021 | 09:20

Giochi in Piemonte, in Consiglio Regionale via al dibattito sulla nuova legge regionale: sul tavolo il no alla retroattività e la riduzione del distanziometro

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ROMA - Inizierà stamattina la discussione in Consiglio Regionale del Piemonte della legge di modifica sul gioco. La proposta, presentata dal consigliere leghista Claudio Leone, prevede la riforma della norma approvata nel 2016, ritenuta troppo stringente dagli operatori del settore che da cinque anni ne chiedono la revisione. Il Consiglio è stato convocato fino alle 20 di stasera (oltre al ddl sul gioco sono all'ordine del giorno altre sei proposte di legge) e si ritroverà domani a partire dalle 9.30 per proseguire il dibattito.

LA LEGGE 9/2016 - La norma approvata cinque anni fa disciplina l’esercizio degli apparecchi da intrattenimento, sia slot che videolottery In particolare, nei comuni con popolazione fino a 5mila abitanti, l’installazione delle macchine è vietata in locali che distano meno di 300 metri (misurati in base al percorso pedonale più breve) da una serie di “luoghi sensibili”. Distanza che diventa di 500 metri nei comuni con più di 5mila abitanti. L’elenco dei luoghi off-limits comprende scuole, centri di formazione, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, oratori, istituti di credito, sportelli bancomat, compro oro e stazioni ferroviarie. Ai comuni è inoltre data facoltà di individuare altri luoghi sensibili.

IL NODO RETROATTIVITÀ E LA "DEADLINE" DEL 20 MAGGIO - La normativa piemontese non si applica soltanto alle nuove aperture, ma stabilisce anche i tempi entro i quali le attività già esistenti devono adeguarsi al distanziometro, vale a dire chiudere o trasferirsi. Il primo termine è scaduto dopo 18 mesi dall’entrata in vigore della legge, alla fine di novembre 2017, e ha disposto la rimozione di tutti gli apparecchi installati negli esercizi pubblici (bar e tabacchi) sotto distanza. Il termine per i titolari di sale da gioco e sale scommesse è invece scaduto dopo tre anni, nel maggio 2019. L’ultimo step riguarda le sale con autorizzazioni decorrenti dal 1° gennaio 2014, a cui sono stati dati cinque anni di tempo per mettersi in regola. La scadenza è quindi fissata per il 20 maggio 2021.

LA LEGGE DI MODIFICA - Nel frattempo la giunta di centro-destra guidata da Alberto Cirio, insediata nel giugno del 2019, ha programmato la modifica della legge. Il nuovo testo prevede un distanziometro ridotto a 250 metri, la salvaguardia delle attività già esistenti e una rimodulazione dei luoghi sensibili. «Andrà sicuramente rivisto il numero dei luoghi sensibili e siamo aperti a una concertazione con l'opposizione per una lista che abbia realmente un senso», ha dichiarato Leone nel suo intervento della scorsa settimana sull'emittente locale Rete7. La quantificazione delle distanze minime è un altro punto problematico: con i 500 metri attuali «le attività di gioco non possono esistere».

LO STUDIO CGIA SULLA LEGGE: ALLARME OCCUPAZIONE ED ENTRATE ERARIALI - La situazione piemontese è stata oggetto di uno studio pubblicato nel novembre 2020 dalla Cgia Mestre. Nel periodo 2016-2019 le slot in Piemonte sono diminuite di oltre 17 mila unità, una contrazione che sfiora il 60% e che determina una perdita di posti di lavoro pari a circa 1.700 unità. La perdita annua per l’erario, invece, è pari a circa 163 milioni tra Preu e canone concessorio, un taglio che sale fino a 200 milioni di euro se si calcola anche il mancato gettito legato alla riduzione di fatturato per le aziende del settore (minore Irpef/Ires, Irap, Contributi Previdenziali). Paradossalmente, però, la raccolta complessiva in Piemonte per l’intero comparto non è in calo: accanto alla riduzione delle giocate delle slot per 990 milioni di euro, dal 2016 al 2019 si registra un aumento delle giocate in altre tipologie di giochi per un ammontare complessivo di 421 milioni di euro (+7%).

RISCHIO ILLEGALITÀ - Accanto agli effetti negativi su occupazione ed entrate erariali, l’altra minaccia che grava sulla contrazione del gioco lecito è la proliferazione dell’illegalità. Non ci sono al riguardo stime ufficiali, ma nel 2018 la Guardia di Finanza ha stimato il volume del gioco illegale in Italia in circa 20 miliardi di euro. Quanto al Piemonte, i dati del bilancio operativo della Guardia di Finanza regionale relativo al 2019 parlano di 368 controlli eseguiti, di cui 157 con esito irregolare. Sequestrati 1.000 apparecchi da gioco (tra cui 60 "totem"), «15 punti clandestini di raccolta scommesse e 160 mila euro in contanti». Sul nesso tra proibizionismo e infiltrazioni criminali si è espresso più volte il procuratore antimafia Federico Cafiero de Raho, secondo il quale «pensare di intervenire vietando di fatto di giocare legalmente, per un verso non garantisce una libertà che deve essere comunque rispettata, per l’altro spalanca praterie per il gioco illegale».


IL NO DELLE OPPOSIZIONI - Contrarie alla legge di modifica sono invece le opposizioni (Pd, M5S e Luv) che hanno preannunciato ostruzionismo con una pioggia di emendamenti al ddl. L'obiettivo delle minoranze è far ritirare la proposta e riaprire la discussione insieme alle commissioni regionali. «La legge piemontese non è proibizionista, ma semplicemente pone dei limiti, dei paletti, alla collocazione e agli orari di apertura delle sale slot, sale scommesse. Non è una legge liberista e per questo va difesa», ha detto la vicesegretaria regionale del Pd, Monica Canalis.

LL/Agipro

 

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