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Ultimo aggiornamento il 18/11/2018 alle ore 08:50

Attualità e Politica

27/11/2017 | 18:04

Piemonte, bar chiuso per protesta: «In una settimana senza slot incassi già a picco»

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ROMA - «Da una settimana ho spento le cinque slot che ho nel locale. In tutta sincerità, posso dire che la differenza già si avverte: il calo dei clienti e delle entrate è stato consistente». Francesco Priolo, titolare del Caffè Nazionale di Agliè, comune torinese di 2500 abitanti, ha scelto un solitario sciopero per protestare contro la legge regionale piemontese, in base alla quale dal 20 novembre sono considerate fuori norma tutte le slot non in regola con il distanziometro: ha tenuto il locale chiuso durante tutta la giornata odierna, spiegando i motivi in un cartello attaccato sulla serranda. 

Una vicina scuola di musica, considerata luogo sensibile, basta a mettere le sue macchine fuori gioco.

Prima della protesta, però, è arrivata la presa d'atto: «Sono arrivati i vigili e ci hanno consegnato il testo della legge regionale», racconta l'esercente. Vi hanno intimato di spegnere le slot? «No, ci hanno semplicemente detto: questa è la legge, ora decidete voi cosa fare, se vi arriva un controllo sono problemi vostri. Così, d'accordo con il mio gestore, abbiamo deciso di spegnere gli apparecchi, anche se dal Comune non è ancora arrivata una comunicazione ufficiale. La legge prevede sanzioni da due a seimila euro per ogni slot fuori norma, c'è poco da scherzare».

Gli affari sono calati di colpo, ribadisce Priolo: «Fra i nostri clienti non abbiamo giocatori accaniti, più che altro si tratta di persone che si giocano il resto del caffè o che mettono nella macchina cinque-dieci euro per divertimento. Tutto questo non accade più e il risultato è che di gente nel locale ne gira molta di meno».
MF/Agipro

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