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Ultimo aggiornamento il 30/11/2020 alle ore 15:10

Attualità e Politica

04/11/2020 | 14:20

Coronavirus, Pucci (As.tro) a Unimpresa: “Fuorviante addebitare alle sale giochi i rischi per la salute degli anziani”

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pucci astro coronavirus giochi lauro

ROMA – L’ultimo Dpcm emanato in queste ore dal Governo stabilisce che le attività di sale giochi, scommesse, bingo e degli apparecchi presenti in tabaccherie e negozi generalisti vengano sospese almeno fino al prossimo 3 dicembre. Un ulteriore duro colpo per la filiera del gaming che si trova ad affrontare, come gli altri settori dell’economia italiana, la seconda ondata di pandemia legata al coronavirus. In questo contesto è arrivata la proposta del segretario nazionale di Unimpresa, Raffaele Lauro, che ha chiesto al Governo la chiusura, per sei mesi, di tutto il comparto del gioco legale, responsabile - a suo dire - di mettere a rischio la salute degli Over 70. Il presidente di As.tro, Massimiliano Pucci, ha risposto all’ex senatore attraverso una lettera in cui precisa come non solo verrebbero messi a rischio migliaia di posti di lavoro ma come non vi sia alcun nesso e che sarebbe «fuorviante addebitare alle sale giochi i rischi per la salute degli anziani. Ho provato stupore nel leggere le dichiarazioni del segretario generale di un’associazione imprenditoriale, che auspica la chiusura di un intero comparto economico, peraltro in prevalenza composto da piccole e medie imprese, in un momento così drammatico per l’intero tessuto economico nazionale. L’attuale nuova chiusura imposta alle nostre imprese con gli ultimi provvedimenti del Governo non lascia presagire nulla di buono per la futura ripresa delle nostre attività». 

Pucci ha tenuto a specificare anche che le sale giochi «sono state sottoposte a rigidissimi protocolli di sicurezza per i quali i titolari hanno affrontato, come avvenuto in tutti i settori imprenditoriali e commerciali, costi ingenti per adeguare le proprie attività a tali protocolli e subito il decremento dei ricavi connesso al rispetto delle necessarie restrizioni». Il presidente di As.tro ha sottolineato come «nessuna delle imprese appartenenti all’associazione che rappresento è stata sanzionata per il mancato rispetto dei protocolli di sicurezza» e che «non risulta neanche l’esistenza di alcun focolaio che abbia avuto origine all’interno delle sale giochi». La lettera si conclude invitando Lauro – ex Senatore di Forza Italia e del Gruppo Misto, tra i primi a scagliarsi contro il settore almeno dieci anni fa – a farsi promotore di una proposta di legge che preveda l’abrogazione di tutte le norme che, a partire dai primi anni 2000, hanno tracciato e consolidato l’esistenza del “gioco pubblico legale” nel nostro Paese. L’effetto sarebbe però quello di perdere occupazione e relegare il settore «nelle sacche dell’illegalità».

RED/Agipro

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