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Ultimo aggiornamento il 14/12/2018 alle ore 21:17

Attualità e Politica

31/10/2018 | 13:12

Giochi Puglia, Caprio (Ugl): “La proroga è una presa in giro, se non si apre un tavolo di crisi la protesta riprenderà”

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ROMA - «Sulla situazione dei giochi in Puglia abbiamo chiesto più volte l'apertura di un tavolo di crisi che preveda la partecipazione di sindacati e operatori, ma pare che in Regione facciano orecchie da mercante. Adesso torniamo a chiederlo: se non ci rispondono entro cinque-sei giorni, pensiamo di organizzare un'altra manifestazione, stavolta davanti alla sede della Regione». All'indomani del voto che ha prorogato per sei mesi l'entrata in vigore del distanziometro, il giudizio di Antonio Caprio, segretario Ugl Bari, sull'esito della vicenda è negativo: «La proroga non sposta il problema, dopo i sei mesi saremo punto e daccapo. Dubito fortemente che in questo intervallo di tempo il Governo possa emanare una normativa nazionale sui giochi, come alcuni hanno auspicato. L'occupazione dei lavoratori del settore resta a rischio».

Secondo Caprio, la soluzione interlocutoria votata ieri è figlia anche della manifestazione organizzata in contemporanea dai sindacati. Una protesta che ha radunato sotto al Palazzo del Consiglio Regionale oltre tremila operatori del settore e che ha ricevuto solidarietà anche al di fuori dei confini regionali. «A mio parere, i sei mesi di proroga sono serviti solo a far disperdere la manifestazione. In realtà, il presidente Emiliano ha evitato di mettere la faccia su una soluzione più netta e il Consiglio Regionale in pratica non si è espresso. Devono avere il coraggio di fare delle scelte, la storia dei sei mesi è una presa in giro».

Totalmente negativo anche il giudizio di Caprio sul distanziometro: «Faccio l'esempio dei piccoli centri. Difficile trovare un posto che non abbia a 500 metri una chiesa, una scuola o un altro dei tanti luoghi sensibili segnalati dalla legge. E allora, chi ha un'attività di giochi dovrà spostarsi in spazi periferici. Ma chi ha i soldi per acquistare un terreno, o mettere su un capannone? Non certo i piccoli esercenti. E allora non vorrei che questo distanziometro sia un favore alle grandi lobby. Caso a parte, quello dei tabaccai, che ormai hanno nel gioco l'attività prevalente: devono sparire tutti?».

Misure che peraltro non combattono la ludopatia, secondo il sindacalista: «Il problema esiste, ma le distanze non sono la cura, anzi in periferia il giocatore patologico potrà mimetizzarsi meglio, senza contare la scappatoia del gioco on line. E poi, non si risolve un problema sociale creandone un altro: qui si mettono a rischio 20 mila posti di lavoro, che con l'indotto possono arrivare oltre i 30 mila». 

La manifestazione di ieri ha stretto i rapporti fra i sindacati e le associazioni di settore: «Abbiamo un interesse comune, pur nel rispetto della differenza dei ruoli. Sono anche loro d'accordo con la nostra intenzione di chiedere un tavolo di crisi. Se non ci rispondono, la protesta riprenderà».

MF/Agipro

 

 

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