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Ultimo aggiornamento il 23/08/2019 alle ore 16:05

Attualità e Politica

09/07/2019 | 14:28

Giochi, Razzante (Univ. Bologna): "Corte dei Conti conferma: l'eccesso di proibizionismo fa danni, ora serve testo unico per razionalizzare le norme sul settore"

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ROMA - «Ciò che ha scritto la Corte dei Conti è significativo: una magistratura di stato ha finalmente fatto chiarezza sul gioco legale e ha ribadito che il gioco è un settore dello Stato e regolamentato dallo Stato». Ranieri Razzante, docente di legislazione antiriciclaggio all'università di Bologna e direttore del Centro Ricerca Sicurezza e Terrorismo (CRST), commenta così la Relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto generale dello Stato 2018, che ha messo in relazione norme restrittive e aumento dell’illegalità, confermando indirettamente le critiche più volte espresse dagli operatori del settore sulle leggi regionali e i regolamenti comunali. «È evidente che la iper regolamentazione del settore, con provvedimenti come il distanziometro e i limiti orari, penalizza il gioco legale e favorisce quello illegale - spiega Razzante ad Agipronews  - L'auspicio è una legge ad hoc, un testo unico sul gioco che razionalizzi le norme di carattere amministrativo che si sono susseguite negli ultimi 10 anni. Dal punto di vista penale le leggi esistono già, e anche la normativa antiriciclaggio è la più efficace d'Europa. Bisogna riordinare il settore, che non è da criminalizzare ma da regolamentare». In particolare, secondo Razzante, «è necessario intervenire sul gioco online, soprattutto quello proveniente dall'estero: servono più controlli sugli operatori abusivi». Nel frattempo, va ribadita l'importanza di un settore «che porta 10 miliardi all'anno al bilancio dello Stato e che, seppure a rischio di infiltrazione della criminalità, è un mercato legale in cui la lotta all'illegale è continua ed efficace, grazie anche alla collaborazione dei soggetti abilitati. Non bisogna dimenticare come, ad esempio, i concessionari abbiano incrementato notevolmente le segnalazioni di attività sospette e infiltrazioni. È con la iper regolamentazione senza filo logico - conclude - si fa un favore alla criminalità organizzata». LL/Agipro

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