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Ultimo aggiornamento il 18/12/2018 alle ore 20:37

Attualità e Politica

18/10/2018 | 10:29

Ricerca Iss, Pacifici (Cndd): “Si comincia per divertimento e curiosità, il giocatore problematico sceglie luoghi lontani da casa”

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ROMA - «La principale causa di iniziazione al gioco è, nella maggior parte dei casi, divertimento e curiosità, sia per il giocatore "sociale", che dunque non ha problemi di gioco d'azzardo, sia per quello problematico. Le motivazioni di gioco "intrinseche" e le credenze (illusione del controllo, pensiero magico, ad esempio) aumentano, invece, con l'aumentare del rischio». Lo ha spiegato Roberta Pacifici del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanità, e responsabile scientifico della ricerca, nel corso del convegno "Il gioco d’azzardo in Italia", in corso all'Istituto Superiore di Sanità, presentando l’indagine epidemiologica sul gioco in Italia. 

«I luoghi di gioco "favoriti" sono il bar e la tabaccheria, per tutti i tipi di giocatore, ma mentre per il giocatore "sociale" prevale la scelta casuale o la vicinanza a casa, nel giocatore problematico spiccano la riservatezza e la segretezza (11,3% predilige luoghi lontano da casa) - ha aggiunto ancora la Pacifici - La frequenza di gioco settimanale, aumenta in base alla gradazione di rischio, così come il tempo. Giocare più di 30 minuti fino a più di 2 ore è legato a profili di problematicità, così come il numero di giochi praticati, (più del 25% dei giocatori problematici pratica più di 10 giochi)». 

Tra i fattori di rischio, ha evidenziato ancora la Pacifici, «tra gli adulti si evidenzia un raddoppio del rischio per chi vive nelle isole, mentre per i giovani il fattore di rischio maggiore è legato al genere maschile. Rispetto agli stili di vita, invece, tra i giocatori problematici sono maggiori le percentuali di consumo di alcolici 4 o più volte a settimana, mentre tra i giovani ci sono più fumatori abituali. Dedicare più di 30 minuti al giorno al gioco espone a un fattore di rischio 16 volte superiore per gli adulti, e 6 volte in più per i giovani, mentre avere in famiglia o tra gli amici giocatori problematici incide oltre 5 volte per adulti  e oltre 10 volte per ragazzi. Anche l'incapacità di risparmiare da parte di un nucleo familiare - ha concluso la Pacifici - può incidere per oltre 15 volte sul giocatore problematico». 

SA/Agipro

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