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Ultimo aggiornamento il 18/07/2018 alle ore 14:03

Attualità e Politica

09/06/2018 | 15:39

Giochi, Distante (Sapar Puglia): "Distanziometro non efficace, necessarie modifiche alla normativa regionale"

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sapar puglia distante

ROMA - «Le proposte enunciate da esponenti delle forze politiche del nuovo Governo in materia di contrasto al gioco patologico focalizzano l’attenzione su provvedimenti che nel settore delle macchine da intrattenimento (awp) sono obsoleti rispetto all’avvento delle nuove tecnologie. L’introduzione del cosiddetto “distanziometro” delle sale da gioco, che sembra sia diventato il cavallo di battaglia nella confusa legiferazione in molte regioni ed enti locali, è un elemento dissuasivo per nulla efficace, la cui deterrenza viene annullata dalle innumerevoli forme di gioco online, che non conoscono distanze ma che alimentano anche la diffusione della illegalità». Così Domenico Distante, presidente di Sapar Puglia, risponde alle dichiarazioni del Presidente della Consulta Nazionale Antiusura Mons. D’Urso, su gioco d'azzardo e indebitamento delle famiglie italiane. «Nonostante il reiterato invito ad avviare forme di dialogo con la Consulta e con tutti gli attori sociali e organi istituzionali al fine di individuare un percorso comune per arginare il fenomeno delle patologie da azzardo patologico, nulla è accaduto - precisa ancora Distante - se non la sistematica campagna denigratoria nei confronti di quella che è considerata in termini di fatturato e di posti di lavoro la terza industria italiana».
«E’ noto il fine della Consulta di gettare discredito in un contesto imprenditoriale la cui immagine si vuole affiancare al malaffare e alla criminalità organizzata - dice ancora il presidente di Sapar Puglia -  nonostante gli sforzi e la collaborazione attiva degli operatori del settore con le forze dell’ordine. Sforzi finalizzati ad arginare la diffusione della illegalità. Purtroppo dobbiamo prendere atto che mons. D’Urso, il quale plaude a qualsiasi iniziativa sulle misure di contrasto al gioco, consideri almeno per una volta il coinvolgimento di decine di migliaia di lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro, di imprese che investono e che contribuiscono a sviluppare un indotto che a sua volta genera economia e occupazione».
«Capitolo più delicato - spiega ancora Distante - quello del sovraindebitamento delle famiglie che non può in alcun modo essere ricondotto alla pratica del gioco che pur essendo potenzialmente una concausa (da dimostrare) evidenzia come tali patologie non hanno ancora trovato una adeguata considerazione nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale, semmai affidata ad associazioni di volontariato beneficiarie di fondi pubblici. Dove non c’è il gioco legale - conclude la nota - esiste quello illegale, gestito da organizzazioni malavitose il cui rapido diffondersi esula da controlli e verifiche. E’ un dato di fatto incontestabile, verificabile in quelle regioni italiane ove leggi capestro stanno determinando lo smantellamento di un settore, quello del gioco legale, con pesanti ricadute sul piano occupazionale generando un sistema in cui a dominare è esclusivamente l’illegalità. L’Associazione Sapar nella certezza che sia possibile affrontare tali problematiche nell’ambito di un percorso comune e condiviso conferma la propria disponibilità a incontrare tutti gli attori, gli enti e le istituzioni al fine di individuare soluzioni comuni e condivise in grado di contemperare le esigenze di ciascuno e soprattutto per il bene della collettività. Auspichiamo inoltre che entro il prossimo dicembre 2018 la Regione Puglia intervenga tempestivamente con gli opportuni correttivi della normativa regionale che così fatta provocherà la chiusura di numerose imprese del settore e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Ciò comporterà conseguenze negative poiché con lo smantellamento del gioco legale si cederà il passo alla illegalità».  

RED/Agipro
  

 

 

 

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