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Attualità e Politica

19/12/2017 | 17:35

Caroli (Sindaco Savignano): «Dati sulle slot da interpretare, su di noi cattivo giornalismo»

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savignano sul panaro caroli slot gazzetta di modena

ROMA - Si chiama Savignano sul Panaro, è un centro di novemila abitanti e secondo i dati appena pubblicati dal Gruppo Gedi è la Las Vegas della provincia di Modena, con 2017 euro annuali di giocate pro capite sul slot e Vlt. La cosa ha riscosso l'interesse della Gazzetta di Modena, che ha sbattuto il “mostro” in pagina, suscitando l'energica reazione di Germano Caroli, sindaco dal 2009 della cittadina emiliana. Quello del quotidiano, argomenta Caroli in un comunicato, «è lontano dall'essere un servizio giornalistico, inteso come strumento di indagine, approfondimento e discussione. Tutti coloro che abitano queste zone sanno bene che il luogo “incriminato” si trova al confine tra Vignola e Savignano, e che la clientela che vi afferisce non è certo costituita dalla sola popolazione autoctona che, in blocco, si reca nottetempo a giocare la sorte alle slot machines». Non solo: «Un articolo che dalle colonne virtuali di facebook titola “Savignano, il luogo dove il gioco non va mai a dormire”, ribadendo che nella città la spesa pro capite è poco oltre i 2.000 euro a testa, non fa giornalismo. Semplicemente utilizza dati e cifre per scopi sensazionalistici». Il problema è nel metodo, secondo il sindaco: «Chi lavora nella carta stampata sa che i dati statistici sono elementi da interpretare, e non da riportare come fossero una verità. Mettere sotto osservazione un luogo nel quale afferisce una popolazione composita, proveniente da un bacino geografico ben più ampio, contabilizzare la quantità di denaro lì dentro giocata e spalmarla sulla popolazione della città che territorialmente ospita tale luogo è un grossolano errore di metodo. Dunque, non è buon giornalismo».

«Un’analisi giornalistica – prosegue Caroli - dovrebbe sapere che la “massa di giocatori” solitamente non è “stanziale”, bensì è solita muoversi di zona in zona», e che questa migrazione è «con la concomitanza di altri fattori, direttamente proporzionale alle chiusure di altre sale da gioco operate nelle zone limitrofe». Nel comunicato si accenna anche a quella che il sindaco definisce i corciati del “chiudiamo tutto”. «Anch’essi dimostrano di avere una scarsa presa sul territorio», ignorando che il gioco d'azzardo è un «dato fisiologico che va governato e controllato, non vietato e nascosto. La storia ha insegnato che laddove si usa la clava del proibizionismo, non si fa altro che produrre zone non più grigie, ma del tutto oscure e clandestine, lontane dalla luce della legge, dove gioco d’azzardo e strumenti similari possono godere di una libertà illimitata e nessun controllo».  MF/Agipro

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