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Attualità e Politica

02/09/2021 | 11:45

Scommesse, Cassazione dice no al dissequestro di un ctd estero: il gestore non è titolare dei beni, la richiesta non è legittima

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ROMA - La Corte di Cassazione dice no al dissequestro di un centro scommesse collegato a un bookmaker estero senza concessione. La Terza sezione penale ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal gestore del centro contro l'ordinanza del Tribunale di Pescara: i giudici avevano respinto la richiesta dell'esercente, il cui locale a Montesilvano con relative attrezzature era stato sequestrato per raccolta abusiva di gioco. La Cassazione ricorda innanzitutto che «nel caso in cui il ricorrente non sia titolare del bene oggetto di sequestro preventivo, l'indagato è legittimato a presentare richiesta di riesame purché vanti un interesse concreto ed attuale».
In questo caso, però, «tale interesse non è ravvisabile in capo al ricorrente, in quanto i beni oggetto di sequestro sono di proprietà» del bookmaker estero, il solo che «avrebbe diritto, in ipotesi, alla restituzione del bene». Se il gestore avesse agito in qualità di legale rappresentante della società, concludono i giudici, «questa avrebbe dovuto rilasciare all'indagato la procura speciale» il che invece non è avvenuto.
LL/Agipro

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