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Ultimo aggiornamento il 22/05/2018 alle ore 17:31

Attualità e Politica

03/05/2018 | 14:37

Cassazione: "Giusta la custodia cautelare se c'è complicità con le scommesse abusive"

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scommesse cassazione

ROMA - La complicità nelle attività di scommesse abusive può giustificare la misura di custodia cautelare. Lo ha stabilito la Quarta sezione penale della Corte di Cassazione nel caso che riguarda un ex imputato della provincia di Palermo, sottoposto a custodia cautelare tra il 2008 e 2009 nell'ambito di un procedimento penale per associazione a delinquere. Il ricorrente era stato assolto dal Tribunale di Termini Imerese, ma la richiesta della riparazione contro la misura coercitiva era stata respinta dalla Corte di Appello palermitana. Una decisione confermata oggi anche dalla Cassazione: «In materia di riparazione per ingiusta detenzione - si legge nella sentenza - la colpa che vale a escludere l'indennizzo è rappresentata dalla violazione di regole, da una condotta macroscopicamente negligente o imprudente dalla quale può insorgere una misura restrittiva della libertà personale». Nel caso presente, però il ricorrente non ha sollevato obiezioni compiute contro «le esaustive argomentazioni dell'ordinanza impugnata», che invece ha «fornito un percorso logico-motivazionale rispettoso dei principi di diritto in materia di riparazione per ingiusta detenzione». La Corte territoriale ha ritenuto che il comportamento del ricorrente, «pur ritenuto privo di rilevanza penale, ha contribuito colposamente in maniera decisiva all'emissione della misura cautelare» per l'evidente rapporto di complicità con i soggetti che portavano avanti l'attività illegale. L'imputato non ha mai chiarito i suoi rapporti con le altre persone coinvolte nel procedimento penale, mentre «restano comprovate le condotte, gravemente colpose, inerenti alla effettiva ricezione, in plurime occasioni, delle scommesse clandestine dei giocatori ed alla trasmissione delle stesse ai raccoglitori». Il ricorso è stato dunque dichiarato inammissibile. LL/Agipro

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