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Ultimo aggiornamento il 12/11/2018 alle ore 17:51

Attualità e Politica

16/10/2018 | 13:42

Scommesse, Cassazione: "Sequestri in sale abusive motivati solo se funzionali all'accertamento dei fatti"

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scommesse cassazione

ROMA - Dovranno essere riconsegnati al legittimo proprietario i computer, i monitor, le stampanti e altri beni rinvenuti dalla Guardia di Finanza in una sala scommesse abusiva in provincia di Catania. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dal titolare della sala contro l’ordinanza del Tribunale di Catania, che aveva respinto la richiesta di annullamento del sequestro. Il Collegio della Terza sezione penale ha accolto la tesi del ricorrente, secondo cui nel decreto di sequestro non c’è «alcun riferimento ad accertamenti tecnici specifici da eseguire sui materiali sequestrati». Viceversa, sugli oggetti in questione come il monitor, la carta da stampante e le somme di denaro «nessun accertamento tecnico potrebbe avere, anche in astratto, una qualche utilità». Il decreto di sequestro, conclude la Cassazione, «deve contenere una specifica motivazione sulla finalità perseguita per l'accertamento dei fatti» anche quando sono sequestrati oggetti che costituiscono il corpo del reato, «dovendosi escludere la sussistenza di una sorta di "obbligatorietà" del sequestro del corpo di reato tale da esonerare dall'obbligo di motivazione». LL/Agipro

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