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Ultimo aggiornamento il 11/12/2019 alle ore 16:32

Attualità e Politica

21/11/2019 | 13:28

Cassazione: "Esercenti che non versano somme dovute al bookmaker punibili per appropriazione indebita"

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scommesse cassazione

ROMA - Il gestore di un centro scommesse che non versa le somme dovute al bookmaker di riferimento compie il reato di appropriazione indebita. È quanto ha ribadito la Corte di Cassazione sul ricorso presentato da un esercente campano, condannato dalla Corte di Appello di Salerno alla pena ritenuta di giustizia per il reato di «appropriazione indebita di somme che avrebbe dovuto versare alla società Stanleybet». Respinta la tesi dell'imputato secondo cui le somme provenienti dalle scommesse sarebbero state ottenute da Stanleybet commettendo un reato -  vista la mancanza della concessione - e che dunque non può esserci appropriazione indebita. Dopo aver ricordato che il bookmaker è stato illegittimamente escluso dalla gara per le scommesse, e che dunque la società non ha commesso reato, la Cassazione sottolinea che la legge «unisce l'appropriazione indebita del denaro altrui di cui il soggetto abbia "a qualsiasi titolo" il possesso». Sono indifferenti, quindi, «le ragioni o lo scopo per cui l'agente ha avuto il possesso della cosa, purché il potere di fatto sia stato anche conseguito in modo lecito». Nel caso in cui il possesso «viene trasferito in modo lecito da chi deteneva la cosa illecitamente si configura l'appropriazione indebita». In questo caso, dunque, l'indagato avrebbe commesso il reato anche se, per ipotesi, «la società avesse conseguito le somme di denaro, oggetto delle scommesse sportive, illecitamente». LL/Agipro

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