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Ultimo aggiornamento il 20/06/2019 alle ore 20:26

Attualità e Politica

10/01/2019 | 12:18

Scommesse, Cassazione: "No a condanne per intermediazione senza prove concrete del reato"

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ROMA - No alle condanne per intermediazione nella raccolta scommesse senza elementi di fatto che provino il reato. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione nel provvedimento che accoglie il ricorso presentato dal titolare di un centro scommesse di Sassari. L'esercente, dopo l'assoluzione in primo grado, era stato condannato per raccolta abusiva dalla Corte di appello di Cagliari. Secondo la Cassazione, però, la motivazione dei giudici di secondo grado «è del tutto insufficiente», perché è stata emessa «senza valutare le circostanze apprezzate dal Giudice che aveva escluso l'attività d'intermediazione». La Corte territoriale ha invece «affermato apoditticamente, al di là di ogni ragionevole dubbio, che l'imputato, essendo privo di specifica concessione ed avendo svolto attività d'intermediazione, anche in assenza della licenza di Pubblica sicurezza, fosse ben consapevole dell'illiceità del proprio comportamento». Nelle motivazioni «non risultano però analizzati gli elementi di fatto dell'intermediazione». La sentenza è stata quindi annullata con rinvio alla Corte di appello di Cagliari. LL/Agipro

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