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Attualità e Politica

15/03/2021 | 10:44

Scommesse, Cassazione: la raccolta abusiva non è truffa aggravata ai danni dello Stato

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ROMA - La Corte di Cassazione dice no all'imputazione di truffa aggravata ai danni dello Stato - in particolare dell'Agenzia delle Entrate - per i gestori di centri scommesse coinvolti nell'operazione "Mani in pasta". L'inchiesta della Guardia di Finanza aveva portato a maggio 2020 allo smantellamento dei clan storici nei quartieri palermitani dell’Acquasanta e dell’Arenella, parte del mandamento mafioso di Resuttana. Tra gli affari dei clan, anche il controllo degli apparecchi da gioco e delle scommesse on line, oltre che delle frodi sportive nel settore ippico. Nel provvedimento appena pubblicato, i giudici supremi il ricorso della Procura di Palermo contro la decisione del Tribunale del Riesame di annullare l'arresto di Pietro Abbagnato riguardo l'accusa di truffa aggravata ai danni dell'amministrazione finanziaria, oltre che di raccolta abusiva di scommesse. All'imputato era stata affidata «la gestione di un centro di raccolta on line di scommesse senza la corresponsione della imposta unica, con conseguente ingiusto profitto e danno per l'erario». Il Collegio della Prima sezione penale ricorda però che «la fattispecie di truffa richiede che l'attività ingannatoria sia diretta non tanto a eludere i sistemi di controllo, bensì a indurre il soggetto passivo, tratto in errore, ad un atto di disposizione dal quale derivi la coppia profitto ingiusto-danno». L'imputazione per raccolta abusiva è quindi stata confermata, mentre va esclusa quella di truffa aggravata ai danni dello Stato, «con conseguente inapplicabilità, per tale titolo, della misura cautelare». Per l'indagato è stato comunque confermato il carcere riguardo alle altre accuse, tra cui estorsione con aggravante mafiosa. LL/Agipro

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