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Ultimo aggiornamento il 02/12/2020 alle ore 19:10

Attualità e Politica

18/05/2020 | 10:06

Fase 2, Monta la protesta contro il governo: imprenditori del gaming in piazza a Pescara: «Ora basta, non siamo i bancomat dello Stato»

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PESCARA - Gli imprenditori abruzzesi delle agenzie i scommesse e del settore slot, vlt, sale bingo, scendono in piazza. Lo faranno a Pescara mercoledì prossimo sotto la sede dell’assessorato regionale alle Attività produttive, dopo lo schiaffo plurimo: il prelievo dello 0,3 dalle scommesse, nessuna misura a sostegno del settore gioco e il dpcm che ha sancito la chiusura dei negozi e sale di gaming fino a metà giugno. Inaccettabile, dunque si sceglia la via della protesta. «Gli invisibili scendono in piazza, ad oggi lo Stato non ci ha citato nessuna ordinanza per misure a sostegno ma solo per una possibile, ulteriore tassazione che dovrebbe essere dello 0,3 per cento – protestano gli imprenditori, secondo quanto pubblicato da abruzzoweb.it - La conseguenza è che non abbiamo date certe e indicazioni sulla riapertura, non sappiamo cosa dire ai dipendenti e tutte le banche si fanno scudo con il codice etico per non concedere finanziamenti a partire dai 25mila euro che garantisce lo Stato. Eppure non siamo venditori di povertà o di illegalità ma operatori di gioco legale che a tutti gli effetti producono economia nei territori e ritorno per le casse statali». Pari a 10 miliardi l'anno, sarà bene ricordarlo. «Non siamo invisibili – proseguono gli imprenditori - non siamo solo un bancomat per le casse dello Stato, manifestiamo tutti insieme, andiamo a riprenderci la nostra dignità, ridiamo un volto a chi ne ha diritto. Vogliamo rappresentare la nostra situazione di fermo completo al governatore Marco Marsilio e all’assessore alle attività produttive Mauro Febbo». In Abruzzo sono complessivamente 2.308 la agenzie ed i punti di raccolta, dove lavorano 7.330 persone oltre ad un indotto di altri 5mila lavoratori: a questi si aggiungono 1.380 tabaccai. Le sale scommesse sportive sono 310 per 930 occupati più un indotto di altri circa 400 dipendenti. Foto di Niek Verlaan da Pixabay

Red/Agipro

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