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Ultimo aggiornamento il 04/07/2020 alle ore 20:41

Attualità e Politica

11/05/2020 | 11:38

Scommesse "salva sport", il no della Confesercenti - FIEGL: "Proposta irresponsabile, così si affossano le imprese"

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ROMA - «Profondo sconcerto» per il possibile contributo dello dello 0,75% sulla raccolta delle scommesse sportive. Così la Federazione Italiana Esercenti Gioco Legale (FIEGL), promossa e organizzata da Confesercenti, commenta in una nota la notizia del contributo pensato dal Governo per il rilancio del sistema sportivo nazionale.
La Federazione ricorda in una nota «che sono passati oltre due mesi dalla completa chiusura dell’attività di raccolta delle scommesse nei punti di vendita; al pari di tutti gli altri settori economici del paese, ci auspichiamo di ricevere dallo Stato, in questo momento drammatico che stiamo vivendo, un aiuto e supporto economico per mantenere in piedi le nostre attività e per evitare il fallimento delle stesse, situazione che comporterebbe evidenti impatti sull’occupazione dei lavoratori e di conseguenza sulle loro famiglie». La Federazione sottolinea al Governo «che gli esercenti del gioco legale stanno facendo in questo momento, come tanti imprenditori di altri settori economici del paese, investimenti importanti per una riapertura in completa sicurezza che si auspica possa essere autorizzata al più presto; in questo contesto di grossa difficoltà, la notizia di un possibile contributo da applicare in misura percentuale sulla raccolta delle scommesse sportive per alimentare il Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale, consistendo a tutti gli effetti in un aumento dell’attuale tassazione, suona come una doccia fredda nonché come una gratuita discriminazione nei confronti di una specifica categoria di soggetti». Netto anche il commento di Stefano Papalia, presidente FIEGL: «Se il mondo del calcio ha bisogno di aiuto il Governo dovrà trovare le risorse necessarie senza affossare le imprese che lavorano nel nostro paese, imprese che in questo momento si aspettano dallo stesso Governo di essere tutelate; la richiesta di contributo avanzata rischia di mettere in ginocchio, se non di far chiudere, il settore delle scommesse, con la conseguenza che il contributo in argomento sarebbe praticamente azzerato. Infine, la cosa che più ci preoccupa è l’impatto occupazionale che tale scelta provocherebbe a causa del licenziamento obbligato di migliaia di lavoratori che lavorano nel settore». Sulla stessa linea Corrado Luca Bianca, Coordinatore nazionale della Federazione Italiana Esercenti Gioco Legale: «Siamo stanchi di essere il bancomat del paese, abbiamo persone e famiglie che lavorano e che fanno affidamento sugli stipendi che vengono pagati dalle imprese che i nostri imprenditori hanno aperto, facendo affidamento sul fatto che tali attività sono oggetto di concessione statale. I nostri punti vendita sono un presidio della legalità in un settore delicato dove la criminalità è pronta ad occupare eventuali spazi che si dovessero creare, e così facendo si creeranno. Chiediamo scelte responsabili da parte del Governo e sostenibili da un punto di vista economico e per questo siamo disposti ad un confronto civile e costruttivo. Abbiamo bisogno di tre cose: di ripartire presto, di un supporto economico da parte del Governo e di un contesto economico stabile». RED/Agipro

(foto Pxfuel)

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