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Attualità e Politica

12/12/2019 | 16:12

Scommesse e cessione della rete, Agnello (avv. Stanleybet): "Cassazione conferma: la società è stata discriminata"

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ROMA - «Ancora una volta la Corte di Cassazione afferma il principio della discriminazione dell’operatore Stanleybet nell’accesso al sistema concessorio italiano e impone ai giudici territoriali di tenere conto dei principi disposti in materia nelle pronunce della Corte di Giustizia UE». È quanto si legge nella nota dell'avvocato Daniela Agnello, legale del bookmaker inglese, dopo il provvedimento della Suprema Corte, che oggi ha rinviato alla Corte di Appello di Ancona il caso del titolare di un ctd, accusato di raccolta abusiva. «La Corte di legittimità ha ritenuto che la giurisprudenza negativa citata dalla Corte territoriale non era pertinente al caso Stanleybet», ribadendo che il reato non è configurabile nei casi in cui la concessione al bookmaker «sia stata negata per illegittima esclusione dai bandi di gara e/o mancata partecipazione a causa della non conformità del regime concessorio» ai principi Ue. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza di condanna rinviando il caso alla Corte di Appello per un nuovo giudizio «che tenga conto dei parametri indicati nelle pronunce della Corte di Giustizia» e della giurisprudenza della stessa Cassazione. LL/Agipro

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