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Ultimo aggiornamento il 25/11/2020 alle ore 17:29

Attualità e Politica

10/11/2020 | 10:09

Scommesse, Tar Lombardia: no alla licenza per i ctd collegati a bookmaker senza concessione

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ROMA - La licenza della Questura per la raccolta di scommesse non può essere rilasciata ai punti vendita collegati a bookmaker senza concessione. A ribadirlo è il Tar Lombardia nella sentenza che respinge il ricorso di un operatore di Pavia, a cui la Questura aveva negato l'autorizzazione per l'apertura di un centro di trasmissione dati. La società a cui faceva riferimento il gestore della sala è attiva con una licenza austriaca e una maltese, tuttavia non possiede la concessione italiana, un requisito fondamentale per raccogliere gioco. «La normativa italiana, che condiziona l’esercizio dell’attività di raccolta di scommesse al possesso di una concessione rilasciata dallo Stato italiano nonché ad una autorizzazione di polizia, non può ritenersi incompatibile con il diritto dell’Unione Europea, e segnatamente con la libertà di stabilimento», ricordano i giudizi. «I suddetti atti autorizzativi sono posti a presidio della legalità di tale attività, garantendo che essa sia assoggettata a controlli che mirano ad evitare che possa essere svolta da organizzazioni criminali, avvantaggiando le stesse». Dunque, la «pacifica ed incontestata mancanza» della concessione da parte del bookmaker in questione «è stata legittimamente ritenuta, dalla Questura di Pavia, causa sufficiente per negare il rilascio dell'autorizzazione» al ctd ricorrente, e per ordinarne «la cessazione dell'attività». LL/Agipro

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