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Ultimo aggiornamento il 19/09/2018 alle ore 12:11

Attualità e Politica

11/04/2018 | 14:40

Slot, Cassazione: «Gestore che non paga imposte commette peculato»

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ROMA - Il gestore di apparecchi da gioco che non versa il Preu commette reato di peculato, anche se il concessionario di riferimento adempie ai suoi obblighi fiscali. Lo ha stabilito la Sesta sezione penale della Corte di Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un gestore abruzzese. L’imputato era stato denunciato dal concessionario con cui era contrattualizzato; in seguito, sia il Gip che il Tribunale di Pescara gli avevano contestato l’accusa di peculato, disponendo il sequestro preventivo di oltre 17mila euro. I giudici non hanno accolto la tesi dell’indagato, per il quale non si è mai verificato un danno erariale: il concessionario aveva anticipato allo stato le somme da lui dovute e alcuni apparecchi a cui era stato applicato un Preu forfetario non erano mai stati collegati alla rete. Argomentazioni bocciate dalla Cassazione: il concessionario, si legge nella sentenza, «non poteva essere chiamato a rispondere di eventuali malfunzionamenti e disfunzioni tecniche degli apparati di gioco, essendo il gestore, comunque, tenuto al versamento delle somme a titolo di Preu e di canone per ciascun apparecchio in suo possesso per il quale il  concessionario ha ottenuto il nulla osta per la messa in esercizio». In questo caso, per di più, «gli apparecchi da gioco non funzionanti e nella disponibilità della società dell'indagato erano dotati di regolare nulla osta venuto meno poi a causa proprio del mancato collegamento per un determinato lasso di tempo a una rete telematica, mancato collegamento del quale però non risponde il concessionario». L’adempimento fiscale anticipato dal concessionario non può quindi escludere il gestore «dalla responsabilità penale per aver trattenuto imposte di cui aveva possesso per lo svolgimento di una pubblica funzione». LL/Agipro

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