Agipronews

Hai dimenticato la password?

Ultimo aggiornamento il 17/12/2018 alle ore 19:03

Attualità e Politica

01/06/2018 | 12:37

Slot, Cassazione ribadisce: “Slot manomesse per evadere, non è peculato ma frode informatica”

facebook twitter google pinterest
slot cassazione peculato frode informatica

ROMA - Il gestore o l’esercente di slot machine che manomette gli apparecchi per non versare il preu, non commette il reato di peculato, ma quello di frode informatica. È quanto ribadisce la Quinta sezione penale della Corte di Cassazione nel caso che ha coinvolto un imputato di Caltanissetta, condannato dalla Corte di Appello territoriale. Sotto accusa erano finite le modifiche effettuate dall’indagato sugli apparecchi da gioco da lui gestiti, che permettevano alle macchine di rimanere scollegate dalla rete statale. La Corte d’Appello aveva condannato l’imputato per frode informatica, mentre il Procuratore sosteneva quello di peculato. La Cassazione ricorda però che ricorre «il reato di peculato quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio» si appropria di denaro non di sua proprietà «avendone già il possesso o comunque la disponibilità per ragione del suo ufficio o servizio»; si parla di frode informatica, invece, «quando il soggetto attivo, non avendo tale possesso, se lo procuri fraudolentemente, facendo ricorso ad artifici o raggiri per procurarsi un ingiusto profitto con altrui danno», come in questo caso. Per la Cassazione, dunque, «il giudice di appello ha correttamente applicato, nella decisione impugnata, i principi di diritto» e dunque la motivazione risulta «corretta e non censurabile». LL/Agipro

Breaking news

Ti potrebbe interessare...

x

AGIPRONEWS APP
Gratis - su Google Play
Scarica

chiudi Agipronews
Accesso riservato

Per leggere questa notizia occorre essere abbonati.
Per info e costi scrivere a:

amministrazione@agipro.it

Sei già abbonato?
Effettua il login inserendo username e password