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Ultimo aggiornamento il 12/06/2021 alle ore 20:40

Attualità e Politica

13/05/2021 | 10:41

Slot, Tar Lazio: sì alla sospensione della licenza per i gestori che possiedono apparecchi manomessi

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ROMA - Sì alla sospensione della licenza per i gestori che possiedono apparecchi da gioco irregolari. Il Tar Lazio conferma la decisione del Comune di Pomezia (RM) di sospendere per 30 giorni la licenza di un noleggiatore di apparecchi, in seguito a due verbali della Guardia di Finanza che avevano riscontrato la presenza di manomissioni sulle slot machine. In particolare, sei degli otto apparecchi controllati in un esercizio commerciale presentavano manomissioni sui gusci a protezione delle porte USB dove sono collocate le schede di gioco. Il Collegio ritiene poco plausibile «la ricostruzione di parte ricorrente circa l’esistenza delle difformità degli apparecchi, rispetto alle specifiche tecniche, sin dal momento del loro acquisto», si legge nella sentenza della Sezione seconda bis. L’immissione sul mercato degli apparecchi «è preceduta da un puntuale procedimento di verifica e di certificazione» da parte di organismi specializzati, che ne garantisce la conformità alle caratteristiche tecniche previste. Secondo il Tar non è quindi plausibile che «così vistose anomalie» non fossero immediatamente percepibili. La tesi del ricorrente, secondo cui le manomissioni risalivano al momento della certificazione degli apparecchi e al rilascio dei nulla osta, è «priva di qualsiasi elemento concreto». In ogni caso gli stessi proprietari degli apparecchi sono tenuti alla «gestione degli stessi, cui corrisponde l’onere di procedere ai necessari controlli in ordine alla conformità di tali apparecchi alle specifiche tecniche». Una volta acquistate le slot, «la relativa gestione ricade interamente nella sfera di responsabilità del proprietario e gestore». In questo caso, invece, il ricorrente «non ha allegato alcun elemento volto a dimostrare di aver posto in essere le dovute attività di verifica e di controllo della conformità degli apparecchi» e il suo ricorso deve essere respinto.
LL/Agipro

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