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Ultimo aggiornamento il 24/02/2018 alle ore 20:35

Attualità e Politica

23/01/2018 | 11:09

Imposta unica agenzie estere, Stanleybet alla Consulta: "Norma viola principi di uguaglianza e proporzionalità" (3)

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stanley corte costituzionale scommesse

ROMA - Per l'Avvocatura di Stato, invece, la posizione del bookmaker senza concessione non è uguale a quella di un operatore con concessione e la questione è infondata. Il sistema concessorio tutela il consumatore attraverso un complesso sistema di controllo. Un "monitoraggio" costante che non esiste per i bookmaker al di fuori del circuito autorizzato. Tale differenza è l'elemento essenziale che smentirebbe i dubbi di costituzionalità. Se fosse tassato il bookmaker, la possibilità di controllo e il mantenimento del gettito non sarebbe rispettata.

"Per un soggetto come Stanley, senza stabile organizzazione in Italia, l'unica possibilità di raccogliere scommesse è tramite le ricevitorie, che dunque sono parte integrante e determinante per la raccolta di", ha sostenuto l'Avvocatura. Le provvigioni, in breve, dipendono dall'attività imprenditoriale, influenzano le quote e dunque i centri di trasmissione sono tenuti a pagare l’imposta unica. La decisione della Consulta è attesa entro un mese.
LL/Agipro

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