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Attualità e Politica

07/07/2020 | 13:32

Slot, ok del Tar Emilia ai limiti orari di Casalecchio di Reno (BO): "Necessario tutelare la salute, sindaci autorizzati a intervenire"

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ROMA - I sindaci hanno facoltà di stabilire limiti orari per le attività di gioco quando l'obiettivo è tutelare la salute pubblica. Il Tar Emilia Romagna respinge con questa motivazione il ricorso presentato da un operatore di gioco di Casalecchio di Reno (BO) contro l'ordinanza sindacale del 2016 che ha previsto limitazioni temporali per gli apparecchi da gioco. Nel dettaglio, il provvedimento firmato da Massimo Bosso prevede il loro funzionamento solo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22. La giurisprudenza formatasi sulla materia, ricorda il Tar nella sentenza di oggi, è «del tutto ferma nell’ammettere la competenza del Sindaco nel disciplinare gli orari delle sale giochi». Tale disciplina «non è infatti diretta a garantire l'ordine pubblico» ma la salute dei cittadini, «la cui tutela è compresa tra le attribuzioni dell'ente locale». Nel caso di Casalecchio «i dati forniti dal Sert richiamati nell’ordinanza sindacale hanno evidenziato un forte fenomeno di espansione sul territorio della ludopatia», ovvero una patologia tale «da giustificare oltre il distanziamento dai luoghi sensibili anche interventi di limitazione degli orari». La competenza del Sindaco sulla materia, ricorda poi il Tar, non è stata modificata neanche dall'intesa siglata in Conferenza Unificata nel 2017 sul riordino dei giochi, che per i limiti orari aveva previsto un tetto massimo di sei ore al giorno. L'accordo trovato tra Stati ed enti locali «non ha efficacia vincolante se non recepita con il previsto decreto del Ministero dell’Economia e Finanze»; si tratta inoltre di un atto «emanato successivamente all’ordinanza sindacale impugnata, come tale irrilevante ai fini dello scrutinio di legittimità». In ogni caso, la stessa intesa conteneva «una espressa previsione» sulle disposizioni comunali di maggiore tutela per i giocatori, così come nel caso di Casalecchio. L'ordinanza è stata dunque confermata dai giudici, così come il successivo regolamento comunale che aveva ribadito la competenza del sindaco a regolamentare sulle limitazioni orarie. LL/Agipro

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