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Attualità e Politica

19/12/2020 | 12:16

Bingo, Tar Lazio conferma: "Proroga della concessione, canone torni a 2.800 euro fino alla decisione della Consulta"

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ROMA - Il Tar Lazio conferma la riduzione a 2.800 euro del canone mensile previsto per gli operatori del bingo, in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sull'aumento delle somme richieste. È quanto si legge nell'ordinanza del tribunale amministrativo che, dopo il ricorso dell'associazione Ascob, accoglie la nuova istanza cautelare di un gruppo di sale, rappresentate dall'avvocato Cino Benelli. La questione riguarda il provvedimento dello scorso luglio con cui Adm aveva respinto la sospensione del pagamento del canone o la riduzione a 2.800 euro mensili, rispetto ai 7.500 previsti dall'ultima proroga della concessione. Il ricorso, scrive il Tar, è «sostenuto dal requisito del periculum in mora, atteso il pregiudizio economico in relazione alla situazione di grave insostenibilità economico-finanziaria del canone concessorio». I giudici hanno quindi sospeso la nota Adm, stabilendo «a garanzia degli interessi patrimoniali dell’amministrazione» che fino alla decisione della Consulta gli operatori «versino all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la somma di euro 2.800,00 mensili ciascuna e, per la restante parte e fino alla copertura dell’intero ammontare del canone preteso (pari ad euro 7.500,00), prestino fideiussione bancaria o assicurativa (ulteriore rispetto alla cauzione già prestata)». La fideiussione dovrà essere «proporzionata alla differenza di canone non corrisposta per dodici mesi» e presentata entro trenta giorni, «con l’avvertenza che la mancata prestazione di tale garanzia comporterà l’automatica perdita di efficacia della disposta misura cautelare».
Il caso è strettamente collegato a un diverso giudizio - pure presentato dagli operatori - già pendente in Corte Costituzionale. Identico il tema dei ricorsi, ovvero l'aumento del canone concessorio per la proroga da 2.800 euro agli attuali 7.500 euro; una cifra ritenuta troppo alta e incostituzionale dagli operatori, che a febbraio sosterranno le loro motivazioni davanti alla Consulta per poi tornare al Tar per il giudizio di merito. LL/Agipro

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