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Ultimo aggiornamento il 18/09/2018 alle ore 20:40

Attualità e Politica

20/08/2018 | 10:52

Giochi, dal Tar Sardegna un altro no ai ricorsi contro il regolamento di Cagliari

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ROMA - Arriva un altro no del Tar Sardegna ai ricorsi contro il regolamento di Cagliari contro la ludopatia. I giudici amministrativi hanno respinto la richiesta di annullamento presentata da una società del luogo contro l’ordinanza del Sindaco datata maggio 2017 che consente l’attività di sale e apparecchi da gioco solo dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23. Con lo stesso provvedimento è stata introdotta anche la distanza minima di 500 metri tra punti di gioco e luoghi sensibili come scuole e chiese. il Collegio, si legge nella sentenza, ritiene «che non vi siano elementi per considerare “sproporzionata” la nuova limitazione dell’orario di svolgimento consentito del gioco d’azzardo (8 ore su 24): a fronte di un fenomeno - quale la ludopatia - ampiamente diffuso e pericoloso, parte ricorrente si è sostanzialmente limita a definire il nuovo orario foriero di eccessivi svantaggi per la propria attività economica, ma non ha dimostrato -neppure indirettamente - che una riduzione meno drastica sarebbe stata efficace». L’efficacia del regolamento non è in dubbio anche se le norme sono entrate in vigore prima dell’accordo sul riordino dei giochi siglata in Conferenza Unificata tra Stato ed enti locali, a settembre 2017. «Non può, infatti, ragionevolmente configurarsi una “paralisi” dell’attività amministrativa di contrasto alla ludopatia nelle more dell’approvazione dell’Intesa», continuano i giudici, soprattutto perché tale intesa «risulta allo stato attuale inefficace, in quanto non ancora recepita in apposito decreto del Ministro dell’Economia come espressamente richiede la richiamata norma di legge». Circostanza, conclude il Tar, «che esclude anche una possibile rilevanza della previsione - leggibile all’interno dell’Intesa approvata il 7 settembre 2017 - secondo cui agli enti locali è riconosciuta la possibilità di individuare fasce orarie di chiusura non superiori alle sei ore complessive giornaliere: detta previsione è, infatti, inefficace, come lo è l’intera Intesa proprio perché non ancora recepita nel decreto ministeriale». LL/Agipro

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