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Ultimo aggiornamento il 20/04/2019 alle ore 21:54

Attualità e Politica

01/02/2019 | 12:07

Giochi e "distanziometro", Tar Toscana: "Questure attendano verifiche dei Comuni prima di revocare le licenze"

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ROMA - Le Questure devono aspettare le verifiche dei Comuni sul rispetto del "distanziometro" prima di decidere se concedere una licenza per l'attività di gioco. È quanto scrive il Tar Toscana nella sentenza che accoglie il ricorso presentato da un esercente di Pistoia, che si era rivolto al tribunale amministrativo dopo la revoca della licenza della sua sala vlt, inizialmente concessa dalla Questura. Il provvedimento di chiusura era stato disposto per la vicinanza della sala (la legge regionale sul gioco prevede almeno 500 metri tra sale e punti sensibili) a una chiesa e un centro di recupero per le dipendenze. Entrambi i luoghi, aveva sostenuto l'esercente, non sono però "a rischio": la chiesa al momento è inagibile, mentre nel centro sono aperti solo uffici amministrativi. La Questura aveva dunque chiesto ulteriori accertamenti al Comune, ma dopo due mesi - senza attendere la risposta dell'Amministrazione - aveva deciso di revocare la licenza. «È evidente la contraddittorietà dell’azione della Questura», scrive oggi il Tar. Nonostante la presa in carico della questione da parte del Comune, che pure si è attivato con la Polizia Municipale per avere una risposta, la Questura ha deciso «del tutto inopinatamente» e «a istruttoria ancora non conclusa» di revocare la licenza, «senza offrire alcuna motivazione in ordine al mancato accoglimento delle osservazioni presentate in sede procedimentale e alla ritenuta violazione delle distanze dai luoghi sensibili». Né si può ritenere che il silenzio dell'Amministrazione valga come consenso per la revoca dell'autorizzazione: un'attribuzione «illegittima, per violazione del principio di legalità dell’azione amministrativa, oltre che del dovere di leale collaborazione fra pubbliche amministrazioni». Il provvedimento è stato quindi annullato dai giudici. LL/Agipro
 

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