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Ultimo aggiornamento il 12/12/2019 alle ore 08:33

Attualità e Politica

11/11/2019 | 12:36

Slot, Tar Veneto conferma limiti orari a San Giovanni Lupatoto (VR): "Ludopatia sottostimata, giusto l'intervento del Comune"

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ROMA - Via libera del Tar Veneto al regolamento per le sale da gioco di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona. Il tribunale amministrativo ha bocciato il ricorso di una società di giochi contro le disposizioni contenute nell'ordinanza sindacale che prevede l’accensione di slot e vlt per un massimo di otto ore al giorno (dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 e alle 22.00). L’apertura limitata delle attività legate al gioco, si legge nella sentenza, risulta proporzionata «rispetto agli obiettivi perseguiti (prevenzione, contrasto e riduzione del gioco d’azzardo patologico)» e realizza «un ragionevole contemperamento degli interessi economici degli imprenditori del settore con l’interesse pubblico a prevenire e contrastare fenomeni di patologia sociale connessi al gioco compulsivo». Respinta la tesi secondo cui l’Amministrazione non avrebbe effettuato indagini adeguate sull’incidenza della ludopatia nel territorio. Il Comune «ha tenuto conto dei dati relativi alla situazione a livello locale segnalata nella nota della ULSS 9 del 23 luglio 2017» che forniscono «un’idea comunque “sottostimata” del fenomeno». Per quanto riguarda i rischi economici paventati dagli operatori di gioco, il Tar scrive che le sale «al di là dello spegnimento degli apparecchi, potrebbero comunque organizzare diversamente le loro attività». Non è possibile poi fare appello alla nuova legge regionale sul gioco  - che prevede fasce orarie uniformi in tutta la Regione - vista l'entrata in vigore successiva all'ordinanza di San Giovanni Lupatoto, né all'accordo trovato tra Stato ed enti locali nel 2017, per il riordino del settore giochi. L'intesa, « è, allo stato, priva di valore cogente in quanto non recepita dal previsto decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze»; in attesa del previsto riordino, dunque, Comuni e Sindaci hanno la facoltà di stabilire le limitazioni che ritengono opportune. LL/Agipro

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