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Ultimo aggiornamento il 18/11/2018 alle ore 08:50

Attualità e Politica

23/01/2018 | 10:32

Giochi, Zerbetto: «Serve equilibrio tra tutela dei consumatori, profitti ed entrate per lo Stato»

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zerbetto giochi

ROMA - «È dalla ricerca di un equilibrato compromesso tra esigenze di entrate fiscali per il Governo, profitti di coloro che gestiscono il gioco e tutela dei consumatori che può derivare una strategia complessiva equa e responsabile». Lo ha spiegato lo psichiatra Riccardo Zerbetto, autore del libro 'Il senso del gioco', nel corso della presentazione al Senato. «Il termine 'gioco responsabile' è stato utilizzato in modo discutibile nelle campagne di sensibilizzazione ai rischi del gioco, che invitavano a evitare gli eccessi», ma invece «si riferisce a un'impostazione precisa che comporta la partecipazione dei tre soggetti che hanno competenza in materia di programmazione di una strategia di gioco compatibile, o comunemente detta 'responsabile', vale a dire: il politico (a livello nazionale o locale, a cui spetta l'elaborazione di normative inerenti i diversi aspetti sul tema), il concessionario che gestisce su autorizzazione dello Stato le diverse attività di gioco, e il tecnico (i professionisti che hanno competenza in ambito terapeutico, preventivo e riabilitativo sulla patologia collegata al gioco)», ha continuato. «È evidente che questi tre soggetti possono avere concezioni contrastanti sulle valutazioni dei vari aspetti connessi al gioco», 

La cultura del gioco, ha detto inoltre Zerbetto, si definisce come un "atteggiamento socialmente condiviso" che valorizza "gli aspetti ludici e socializzanti di questi comportamenti, unitamente alla consapevolezza dei suoi rischi potenziali e, quindi, all'adozione di misure di gioco responsabile. Tale concetto implica da una parte l'adozione di leggi e regolamenti chiari" per "tutelare il giocatore da forme di abuso e manipolazione degli strumenti di gioco da parte dei gestori", e, "dall'altra, l'educazione del giocatore ad avvicinarsi alle attività di gioco con senso critico e di autotutela", ha continuato. "Accusare l'industria del gioco sposta l'obiettivo della nostra azione" di tutela del giocatore: "la vera carenza sta nei Governi" che hanno regolato la materia e "non hanno voluto rinunciare alle entrate", ha concluso.

MSC/Agipro

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