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Ultimo aggiornamento il 04/02/2023 alle ore 20:58

Attualità e Politica

05/12/2022 | 16:26

Operazione “Hidden Bet”, nel 2018 anche la decadenza della concessione Adm per il bookmaker maltese Easy World: canoni e imposte non versate

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Operazione Hidden Bet decadenza concessione Adm

ROMA - Easy World, bookmaker maltese che aveva aderito alla sanatoria prevista dalla legge di stabilità 2016, operava fin dal 2016 nella raccolta di scommesse, su tutto il territorio nazionale, in totale evasione d'imposta. Secondo quanto apprende Agipronews da fonti istituzionali, è proprio Easy World il brand colpito dal provvedimento della Guardia di Finanza. La Gdf di Torino – spiega una nota stampa - ha eseguito questa mattina un decreto di sequestro preventivo da oltre due milioni di euro. Le indagini sull'impresa maltese, sulla base di quanto previsto dalla vigente normativa, sia internazionale, sia nazionale, hanno permesso ai finanzieri, da un lato, di poter ritenere qualificata, sul territorio italiano, la presenza di una «stabile organizzazione occulta personale» del soggetto estero e, dall'altro, di procedere alla sua consequenziale regolarizzazione fiscale mediante la richiesta di attribuzione della relativa partiva Iva. Le successive analisi della voluminosa documentazione reperita nel corso delle investigazioni, comprensiva di migliaia di transazioni relative alle giocate acquisite dalla Sogei S.p.A., pari a oltre 60 milioni di euro, hanno consentito di quantificare proventi che il bookmaker avrebbe percepito pari ad oltre 8 milioni di euro, che avrebbero generato un'imposta evasa pari ad oltre 2 milioni. L’Agenzia delle Dogane e Monopoli – a inizio 2018 – aveva già dichiarato la decadenza della concessione (ottenuta attraverso la regolarizzazione del 2016) detenuta da Easy World per il mancato pagamento dei canoni di gestione del 2016 e dell’imposta unica relativa al primo quadrimestre 2017, oltre al mancato invio dei dati di raccolta effettuati dopo la regolarizzazione. I Monopoli avevano contestato anche il ritardo nella richiesta di verifica tecnico funzionale, il mancato collegamento dei punti vendita al totalizzatore e irregolarità nelle modalità di raccolta. Sia Tar Lazio sia Consiglio di Stato avevano confermato il procedimento avviato da Adm.

NT/Agipro

Foto Credits MaxPixel Creative Commons Zero - CC0

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