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Ultimo aggiornamento il 03/12/2022 alle ore 09:45

Attualità e Politica

06/10/2022 | 14:38

Tassa 500 milioni, Piozzi (As.tro): "Nessun effetto immediato dopo la pronuncia della Corte Ue, sarà il Consiglio di Stato a esaminare i contenuti della sentenza"

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Tassa 500 milioni Piozzi (As.tro): Nessun effetto immediato dopo la pronuncia della Corte Ue sarà il Consiglio di Stato a esaminare i contenuti della sentenza

ROMA - La sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla tassa da 500 milioni «così come formulata, non produce alcun effetto immediato nel nostro ordinamento». A sottolinearlo è Massimo Piozzi, avvocato del Centro Studi As.tro, dopo la pronuncia arrivata il 22 settembre. I giudici comunitari, chiamati in causa dal Consiglio di Stato, hanno rilevato che una tale norma non può essere giustificata solo dal miglioramento delle finanze pubbliche. Proprio il Consiglio di Stato, «quale giudice remittente, dovrà, nei procedimenti nell’ambito dei quali ha sollevato la questione pregiudiziale dinanzi alla CGUE, prendere in esame i rilievi contenuti nella sentenza», continua Piozzi in una nota. Nello specifico, il tribunale amministrativo potrebbe dichiarare l’illegittimità della norma se riscontrasse una serie di condizioni: la prima è che «il prelievo abbia determinato effetti discriminatori a scapito delle società aventi sede negli altri Stati membri che operano in Italia (anche mediante il controllo di società aventi la sede principale in Italia) oppure a scapito delle imprese italiane rispetto a quelle degli altri Stai dell’Unione». È inoltre necessario verificare che l'introduzione della tassa «sia stata motivata soltanto per far fronte a esigenze finanziarie dello Stato italiano». Se fossero individuati anche motivi di interesse generale da parte del legislatore, dovrà essere stabilito che «lo stesso si presenti inadeguato o sproporzionato anche sotto il profilo della tutela del principio dell’affidamento». Secondo la Corte tale principio  dovrà ritenersi leso «qualora, tenuto conto dell’ampiezza dell’impatto della riduzione dei compensi sulla redditività degli investimenti nonché del carattere improvviso e imprevedibile di tale misura, ai concessionari non sia stato lasciato il tempo necessario per adeguarsi alla nuova situazione».
RED/Agipro

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