Attualità e Politica
09/06/2021 | 13:11
09/06/2021 | 13:11
ROMA - Nel 2019 solo 1 evento sportivo su 2.700 ha fatto scattare l'alert per un possibile caso di match fixing. È il dato che emerge dallo studio della International Betting Integrity Association, condotto insieme alla società di consulenza H2 Gambling Capital, sul mercato delle scommesse a livello globale. In totale, i bookmaker che hanno contribuito al report hanno offerto scommesse su oltre 500mila eventi sportivi, numero che sale a 650mila includendo le corse di cavalli. Per il 99,96% di questi non sono scattati "suspicious betting alerts". In totale, l'Ibia stima che la perdita per l'industria delle scommesse globale per match fixing ammonti a circa 25 milioni di dollari ogni anno.
Per quanto riguarda il calcio, lo sport principale a livello mondiale, nel periodo 2017-2020 c'è stata una media di 52 alert su oltre 150mila partite di calcio annue. Ciò significa, spiega Ibia, che lo 0,03% delle partite è stato segnalato per potenziali problemi di integrità e che il 99,97% di tutte gli incontri su cui sono state aperte scommesse non ha riscontrato problemi sui mercati monitorati dall'associazione. Il report smentisce poi la percezione comune secondo cui alcune scommesse "secondarie", come le ammonizioni o i calci d'angolo, siano a maggior rischio di combine. Nel calcio, invece, 9 alert su 10 nel periodo 2017-2020 sono arrivati da mercati "primari" come l'«1X2» o l'Under/Over. Il rischio per quelli secondari, secondo Ibia, è «relativamente trascurabile».
Tra i diversi sport è stato invece il tennis a registrare il maggior numeri di avvisi, in parte per il gran numero di partite giocate. Nel 2019 sono state circa 60mila quelle su cui è stato possibile scommettere, con 138 alert complessivi. Un dato che equivale a una segnalazione di scommesse sospette ogni 435 match. Dal punto di vista dell'integrity, ciò equivale a un avviso per ogni 300 milioni di dollari scommessi, visti i 42 miliardi di dollari puntati sui canali regolamentati nel 2019. In ogni caso, sul 99,8% delle partite non sono state riscontrate giocate fuori dalla norma.
LL/Agipro
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