Attualità e Politica
08/09/2022 | 10:30
08/09/2022 | 10:30
ROMA - "La fine anticipata della legislatura non ha consentito di arrivare al varo" di una riforma del settore giochi che "possa finalmente dare ordine a un settore che coinvolge una pluralità di interessi", ma "tale intento deve rimanere un traguardo da raggiungere per il legislatore del prossimo futuro". È quanto si legge nella bozza della relazione finale della Commissione d'inchiesta sul gioco del Senato, che Agipronews ha potuto visionare e che sarà approvata la prossima settimana. "Il testo da adottare dovrà riuscire nello sforzo, quasi 'titanico', di recepire i principi comunitari della libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi", senza "abdicare al controllo dello Stato, esercitato in particolare attraverso l'Agenzia delle dogane e dei monopoli", si legge.
CONFLITTO STATO-ENTI LOCALI - "Ancor più ambizioso, ma tuttavia necessario" è l'allineamento sugli obiettivi di legalità e di tutela della salute tra Stato centrale ed enti locali: "Le Regioni, le Province e i Comuni non possono essere abbandonati nella disciplina di dettaglio del gioco e nella sopportazione dei costi sociali delle ludopatie". La norma dovrà "supportare ed istituzionalizzare ogni iniziativa di raccordo tra centro e periferie", anche prevedendo "forme di compartecipazione al gettito derivante dalle entrate del gioco" per "supportare i servizi locali sociali e sanitari". Anche sul fronte dell'assistenza "c'è ancora molto da fare per far sì che le strutture di sostegno possano concretamente operare con risorse adeguate": anche "iniziative come il numero verde nazionale, i numeri regionali, la mappatura dei centri riabilitativi" devono "far parte di un disegno organico".
CONTRASTO A ILLEGALITA’ E DIPENDENZA - "L'interazione e la cooperazione inter-istituzionale si è dimostrata l'arma vincente per il contrasto all'illegalità e il controllo del territorio", si legge nella relazione. La cooperazione tra le forze di Polizia e Adm e lo scambio dei dati e il monitoraggio integrato del territorio e della rete costituiscono "un'arma fondamentale per combattere il gioco illegale, l'accrescersi delle mafie, il riciclaggio e l'usura". Sarebbe quindi "opportuno disciplinare e promuovere la condivisione delle informazioni delle banche dati", anche coinvolgendo "gli stessi concessionari, i quali sono i primi ad avere interesse alla tutela del gioco lecito", si legge ancora. Il monitoraggio e l'integrazione tra le banche dati può rivelarsi quindi un'arma vincente anche per il contrasto alla dipendenza, portando alla cooperazione tra Adm, i concessionari, gli esercenti e i centri di assistenza.
GIOCO ONLINE - L'interazione delle banche dati deve servire anche per il "monitoraggio e controllo preventivo del territorio" e "soprattutto dei giochi online", un settore che "ha posto problematiche importanti sotto tutti i profili: difficoltà di controllo dei siti illegali, aggiramento delle norme interne ai fini delle condizioni di autorizzazione e per l'evasione fiscale, aumento della potenzialità attrattiva e quindi della dipendenza soprattutto per le giovani generazioni, aumento del ricorso al gioco in rete durante la pandemia". La Commissione "avrebbe voluto approfondire ulteriormente alcuni aspetti correlati al gaming delle nuove generazioni e alle sale LAN, ma non è stato possibile" a causa della fine della legislatura; è "chiaro che, nel campo dell'online gaming, una disciplina efficace ma compatibile con le norme europee - e magari anche l'innalzamento del prelievo fiscale su tali forme di gioco - può aiutare a omologare tale settore con quello del gioco fisico".
TESSERA DEL GIOCATORE - Dal settore del gioco online però può essere presa in prestito l'idea di un 'conto di gioco' che serva a "monitorare il giocatore problematico" e indurlo a smettere una volta raggiunto un certo limite, che dovrebbe essere individuato "sulla base di casistiche elaborate dagli esperti del settore". Il codice fiscale per giocare alle slot (si tratta in realtà della tessera sanitaria per accedere alle Videolotteries, ndr) "non sembra aver sortito l'effetto sperato per evitare il gioco minorile", perché la norma "può essere aggirata con lo scambio del tesserino", così come avviene per i distributori di sigarette, ma si potrebbe ipotizzare un meccanismo di "monitoraggio del giocatore tramite gli strumenti informatici sulla base dei dati personali rilevati attraverso il documento d'identità o attraverso codici identificativi personali, che consenta di conservare i dati per un periodo di tempo tale a identificare il giocatore problematico" (ed è fondamentale per questo il coinvolgimento degli operatori del gioco, anche "formando adeguatamente gli addetti alle sale"). Nella predisposizione di un meccanismo simile, "andrebbe coinvolto 'a monte' il Garante per la protezione dei dati personali".
CASINO' - La Commissione non ha avuto il tempo di analizzare la situazione dei quattro casinò italiani (Sanremo, Venezia, Saint Vincent e Campione) che "hanno conosciuto crisi finanziarie e chiusure", ma restano "un presidio del gioco legale sul territorio" e "costituiscono un polo d'attrazione turistica e fonte di ricchezza per il Comune che le ospita, che è anche l'ente gestore e il beneficiario dei ricavi": per la Commissione "è opportuno che la situazione dei Casinò d'Italia non ritorni nell'oblio".
LE IMPRESE - Infine, per quanto riguarda le imprese, la Commissione sottolinea "l'esigenza quanto mai impellente di un riordino normativo che consenta agli imprenditori di programmare gli investimenti con la serenità della stabilità del quadro normativo". Il riordino "non può prescindere dall'ascolto delle esigenze dell'imprenditoria" e l'offerta di gioco deve essere "ristrutturata secondo parametri qualitativamente più elevati, che incentivino anche gli operatori a non porre in essere comportamenti elusivi delle norme fiscali".
MSC/Agipro
Foto Credits Tiberio Barchielli CC BY-NC-SA 2.0
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