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Ultimo aggiornamento il 18/05/2022 alle ore 09:16

Attualità e Politica

28/02/2022 | 14:16

Giochi, As.tro al Nuovo Circondario Imolese: "No all'assimilazione tra gestori slot e fenomeni di usura"

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Giochi As.tro al Nuovo Circondario Imolese: No all'assimilazione tra gestori slot e fenomeni di usura

ROMA - No all'assimilazione tra gestori slot e fenomeni come usura ed estorsione. Così l'associazione As.tro in una lettera inviata al Nuovo Circondario Imolese, ente che aggrega dieci comuni in provincia di Bologna. In questi giorni, spiega As.tro, il Nuovo Circondario Imolese ha diffuso una locandina che promuove lo “Sportello di ascolto e sostegno”, un’iniziativa di supporto contro fenomeni come usura, estorsione, oppressione criminale, sovraindebitamento, nonché "per i commercianti che vogliono recedere dai contratti con i gestori di slot". «Rimaniamo sconcertati nel vedere assimilare i gestori ai fenomeni sui quali si intende intervenire con tale iniziativa», scrive il presidente As.tro, Massimiliano Pucci. Tale accostamento «presenta degli indubbi profili diffamatori
nei confronti di imprenditori che operano nella piena legalità e per conto dello Stato». L'associazione ricorda che il sistema italiano è organizzato appositamente per «sottrarre il mercato dalle mani della criminalità e per mettere a disposizione dei giocatori un prodotto garantito». L'eliminazione del gioco legale, che il Nuovo Circondario Imolese sembra perseguire, «non condurrà all’eliminazione di comportamenti criminali come l’usura, l’estorsione e l’oppressione criminale, ma tenderà anzi ad amplificarli». Per quanto riguarda il sostegno ai commercianti per la recessione dai contratti, As.tro precisa che «si tratta di contratti regolati dal codice civile liberamente sottoscritti» e che i commercianti «non sono sottoposti ad alcuna indebita pressione per impedire loro di recedere dagli stessi». L'associazione, infine, invita il Nuovo Circondario a segnalare eventuali fenomeni riguardanti gestori che «realizzano illegittime pressioni nei confronti dei commercianti che intendono dismettere gli apparecchi».
RED/Agipro

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